Prima la prudenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla cessione della residua quota statale di Monte dei Paschi di Siena, poi l’affondo del senatore Pd Silvio Franceschelli, che chiede al Governo di assumere una posizione chiara sul futuro della banca.
A margine dei lavori del Senato, Giorgetti è tornato sull’ipotesi di un’Accelerated Bookbuild per la vendita della partecipazione pubblica in Mps prima dell’avvio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo. “Avevamo programmato un Abb prima che partisse l’offerta, adesso ci comporteremo in modo da non creare problemi a nessuno. Non vogliamo interferire”, ha dichiarato il ministro, lasciando intendere che l’eventuale operazione sarà valutata senza incidere sul percorso dell’Opas.
Parole che hanno provocato la reazione del senatore del Partito Democratico Silvio Franceschelli. Secondo l’esponente dem, la difesa di Mps “non può diventare un terreno di scontro elettorale”, ma il Governo non può limitarsi a osservare l’evoluzione della vicenda. Franceschelli richiama il precedente del 2021, quando, ricorda, il confronto tra Governo e istituzioni locali contribuì a modificare un’operazione ritenuta priva delle necessarie garanzie.
Il senatore respinge inoltre le accuse del centrodestra sul presunto venir meno del fronte istituzionale, sostenendo che l’unità si rompe solo se vengono abbandonati gli obiettivi condivisi di tutela del territorio. Da qui la richiesta all’esecutivo di fornire garanzie sul mantenimento dell’autonomia della banca, dell’occupazione, della rete delle filiali e del ruolo di Mps nel sostegno al credito per famiglie e imprese.
Per Franceschelli il rischio è quello di una crescente concentrazione del mercato bancario, con possibili ripercussioni sulla concorrenza, sull’accesso al credito e sulla presenza degli sportelli, soprattutto nelle aree interne. Per questo conclude chiedendo al Governo “atti e decisioni concrete”, perché “la stagione dei rinvii è chiusa”.