Siena torna al centro del risiko bancario: Banco Bpm ha formalmente proposto a Monte dei Paschi l’avvio di un confronto per valutare una possibile aggregazione tra i due istituti.
La decisione è stata approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione guidato da Giuseppe Castagna e punta alla nascita di quello che diventerebbe il secondo gruppo bancario italiano per dimensioni in termini di impieghi e depositi.
Secondo Banco Bpm, l’operazione avrebbe le caratteristiche di un “merger of equals”, una fusione tra pari, e darebbe vita a un gruppo con una capitalizzazione potenzialmente superiore ai 50 miliardi di euro.
L’istituto milanese stima inoltre sinergie superiori a 1,1 miliardi di euro lordi all’anno, di cui oltre 650 milioni derivanti da risparmi di costo e circa 450 milioni da maggiori ricavi. Il valore complessivo generato dall’operazione viene quantificato in almeno 5,5 miliardi di euro, al netto dei costi di integrazione.
Tra gli elementi evidenziati da Banco Bpm figura la forte complementarità geografica delle due realtà, con una presenza particolarmente radicata in Lombardia, Toscana e Veneto. Il nuovo gruppo diventerebbe infatti il primo operatore per numero di sportelli proprio in queste tre regioni.
Nella proposta viene inoltre garantita la tutela dei marchi storici, delle sedi e del radicamento territoriale dei due istituti, attraverso una governance definita “equilibrata e rappresentativa”.
Un ulteriore elemento strategico riguarda la partecipazione detenuta da Mps in Generali. Secondo Banco Bpm, l’aggregazione consentirebbe di ampliare significativamente le opzioni strategiche legate a questa presenza azionaria, creando ulteriori opportunità di sviluppo.
Dal punto di vista finanziario, il nuovo gruppo potrebbe raggiungere una generazione di utile netto a regime vicina ai 6 miliardi di euro, con una crescita degli utili per azione superiore al 10 per cento e una capacità di distribuzione agli azionisti più elevata rispetto a quella prevista dai piani industriali delle due banche considerate separatamente.
Per il momento da Siena non arrivano commenti. Monte dei Paschi ha fatto sapere di non voler rilasciare dichiarazioni in attesa della riunione del consiglio di amministrazione convocata per domani, che potrebbe già esaminare la proposta arrivata da Piazza Meda.
Sul fronte politico, il primo sostegno è arrivato da Forza Italia. Il senatore Pierantonio Zanettin, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, ha definito l’operazione “un’ottima opportunità per la creazione del terzo polo bancario nazionale”, sottolineando come un eventuale accordo contribuirebbe a rafforzare il sistema finanziario italiano.