Dal Drappellone un messaggio alla Siena di oggi, Fabio: “La città ritrovi la forza di un destino comune”
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Ci sono momenti in cui Siena si divide nelle sue diciassette anime e altri in cui quelle stesse anime tornano a riconoscersi in una sola città. È sull’unione, sulla capacità di ritrovarsi davanti a un destino comune, che il sindaco Nicoletta Fabio porta la lettura del Drappellone di Teodora Axente oltre la dimensione artistica. Un messaggio che parte dalla battaglia di Camollia, attraversa i cinquecento anni di storia che separano il 1526 da oggi e arriva fino all’attualità.
A margine della presentazione del Drappellone per il Palio del 16 agosto, Fabio parte dal lungo applauso che ha accolto l’opera nel Cortile del Podestà.
“Finalmente un lungo applauso. In realtà ce ne sono stati anche altri, più o meno calorosi, ma questo mi è sembrato sincero, spontaneo, immediato. Sicuramente è un Drappellone di grande impatto. Poi ciascuno ha i propri gusti e fa le proprie considerazioni estetiche, ma è certamente un’immagine forte, molto al femminile”.
Una presenza femminile che caratterizza l’opera di Axente, a partire dalla rappresentazione delle diciassette Contrade.
“La scelta di rappresentare tutte le Contrade al femminile è significativa – spiega Fabio –. D’altronde abbiamo una pittrice giovane, una donna. Io non amo molto fare distinzioni di genere, ma nella femminilità ci sono forza, coraggio, audacia, fragilità e vulnerabilità, elementi che trovano nel proprio animo e soprattutto nella spiritualità una grande forza”.
Al centro della lettura del Drappellone c’è poi la metamorfosi, elemento ricorrente nella pittura di Teodora Axente.
“È uno dei tratti distintivi, uno dei fili conduttori della sua pittura, e lo sapevo anche quando l’ho scelta per questo Drappellone. Il tema della metamorfosi si presta a infinite declinazioni. Nel mio intervento ho detto che la città si trasforma ogni volta, che la memoria di un evento storico si trasforma in presente e si proietta nel futuro”.
Una trasformazione che Fabio lega anche alla necessità per Siena di non rimanere immobile: “Metamorfosi significa anche che tutto scorre, quindi nulla è fermo, nulla è statico. E anche questa città ha bisogno di dinamismo”.
Ma è nel riferimento alla battaglia di Camollia, alla quale è intitolato il Palio dell’Assunta 2026 nel cinquecentenario dello scontro, che il ragionamento si sposta dalla storia al presente. Fabio riconosce nell’opera anche un richiamo all’attualità.
“Le allusioni mi sembrano percepibili, anche se non così esplicite”, osserva il sindaco.
Il messaggio è quello di una comunità che, proprio nei passaggi più complessi, riesce a superare le divisioni e a riconoscersi attorno a qualcosa di più grande.
“Questa città nei secoli ha periodicamente trovato la forza che nasce anche dall’unione e dalla consapevolezza di essere tutti parte di un destino comune. Questo credo che sia uno dei momenti storici in cui è bene ricordarlo e ribadirlo”.