Dopo quattro anni si riaprono le porte della Cattedrale, Montepulciano ritrova il suo cuore

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Per quattro anni quelle porte sono rimaste chiuse. Dietro la facciata incompiuta della Cattedrale di Santa Maria Assunta si è lavorato in silenzio per restituire alla città uno dei suoi luoghi più identitari. Da sabato 11 luglio il Duomo di Montepulciano riapre finalmente al culto: non soltanto un edificio restaurato, ma il cuore spirituale, artistico e storico della diocesi che torna a vivere. Una giornata che sarà segnata dalla dedicazione del nuovo altare e dalla prima celebrazione eucaristica dopo la conclusione dei lavori, presieduta dal cardinale Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano.

Alla riapertura si unisce anche un messaggio speciale di Papa Leone XIV, che attraverso il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha espresso il proprio saluto alla comunità. Il Pontefice manifesta “vivo compiacimento per l’accresciuto decoro dell’edificio sacro, casa di Dio e luogo dedicato alla Madre del Redentore” e auspica che questo momento “ravvivi in ciascuno il desiderio di crescere nella fede e nel reciproco amore”, impartendo la Benedizione Apostolica alla diocesi.

La chiusura del Duomo era iniziata nel settembre del 2022 per consentire un vasto intervento di restauro e di adeguamento liturgico. I lavori affondano però le radici nel 2018, quando la diocesi partecipò a un bando della Conferenza Episcopale Italiana dedicato alle cattedrali italiane. Da allora si è sviluppato un percorso complesso che ha interessato il recupero degli intonaci, delle decorazioni, della cupola, delle opere d’arte e dell’intera area presbiterale.

Accanto al restauro architettonico è stato realizzato anche il nuovo adeguamento liturgico. Il presbiterio è stato ripensato ponendo al centro il nuovo altare, affiancato dall’ambone e dalla cattedra del vescovo, tutti realizzati in onice con richiami simbolici all’Assunzione della Vergine, patrona della Cattedrale. L’intervento è stato progettato per favorire una partecipazione più diretta dei fedeli alle celebrazioni, senza alterare l’equilibrio storico e artistico dell’edificio.

Un’altra delle grandi protagoniste della rinascita è il monumentale Trittico dell’Assunta di Taddeo di Bartolo, completato nel 1401 e restaurato dopo un lungo e delicato intervento conservativo. Un capolavoro di quasi venti metri quadrati, con centinaia di figure dipinte e decorazioni preziose, che torna a mostrarsi in tutta la sua bellezza ai fedeli e ai visitatori.

“Quando una chiesa riapre è un segnale di speranza non solo per la comunità, ma per tutti coloro che trovano in questo edificio un luogo speciale di incontro con il Signore”, scrive il cardinale Augusto Paolo Lojudice. “Non è una cosa da poco quando la chiesa in questione è la Cattedrale, il cuore di una diocesi”. Per l’episcopo, la sfida adesso è fare in modo che il Duomo “non si trasformi solo in un bel museo, ma che sia il cuore pulsante per ripartire con nuovo slancio”.

Emozione condivisa anche dal sindaco Michele Angiolini, che affida il proprio pensiero a un messaggio dal tono intimo: “Ora che ci stiamo riavvicinando alla riapertura del nostro Duomo, le prime parole che mi vengono in mente sono semplici, quasi confidenziali: ci sei mancato”. E aggiunge: “Riaprire il Duomo significa restituire alla città un luogo di raccoglimento, di bellezza e di identità. Quando le porte si riapriranno non sarà soltanto la fine di un cantiere. Sarà l’inizio di una nuova stagione per la nostra comunità”.

La cerimonia di sabato sarà scandita da uno dei riti più solenni della liturgia cattolica: la dedicazione del nuovo altare. Dopo l’aspersione con l’acqua benedetta, il vescovo ungerà l’altare con il sacro crisma, brucerà l’incenso, lo rivestirà con la tovaglia e accenderà le candele, prima della celebrazione della prima Eucaristia sul nuovo altare, momento culminante della rinascita della Cattedrale.

Marco Crimi