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Fine anno scolastico, Lojudice agli studenti: “San Francesco sia il vostro esempio contro odio e violenza”

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Riportiamo il testo integrale del messaggio del Cardinale Augusto Paolo Lojudice agli studenti in occasione della fine dell’anno scolastico e degli esami di terza media e della maturità:

Domani suonerà per l’ultima volta, per quest’anno, la campanella nelle scuole di Siena e della provincia. Un momento importante per tutti perché non sancisce solo il termine di un anno di impegno e di studio, ma anche perché scandisce un nuovo ritmo in tutte le nostre comunità. Con le scuole chiuse cambia anche il ritmo di vita nelle famiglie, nei quartieri, nelle città.

Il momento della pausa è indispensabile: ma è anche vero che tanti studenti si preparano ad affrontare gli esami di terza media e di maturità. Un momento importante nella loro vita che desideriamo accompagnare con il nostro sostegno e il nostro affetto condividendo con loro quella sana ansia pre-esame che abbiamo vissuto tutti nelle nostre vite.

Il grande Eduardo De Filippo scrisse addirittura una commedia dal titolo “Gli esami non finiscono mai” e in un certo senso è vero. La vita ci pone davanti nuove sfide ogni giorno chiedendo ad ognuno di noi di essere pronti a dare il meglio. Ma per un cristiano questo impegno ha una valenza ancora più grande perché ad esaminarlo è qualcuno di veramente importante: Gesù. Ma abbiamo una certezza: il suo guardare a noi è sempre benevolo, attento e amorevole; e questo deve eliminare di colpo paure, incertezze e ansie. Alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi voglio dire che Lui è con voi non solo nella circostanza di questi esami, ma in quello che è ancor più importante: la vita intera.

Ai nostri studenti che terminano un ciclo di studi, penso soprattutto a quelli che affronteranno la maturità, dobbiamo essere in grado di offrire un futuro diverso. Oggi quello che vedono è solo guerra, tensioni sociali e un relativismo che non può non preoccupare.

Diciamolo chiaramente noi adulti dovremmo essere “rimandati a settembre” per questo. Sento forte questa responsabilità quando penso ai nostri ragazzi e non solo quando finiscono le scuole, ma costantemente: quale mondo gli stiamo preparando?

Abbiamo vissuto anche momenti difficili che hanno coinvolto alcuni giovani in vicende di violenza e razzismo. Ma questi sono solo campanelli di allarme. I modelli che gli abbiamo proposto non sono perfetti, anzi tutt’altro.

Questo non significa che tutto è sbagliato. La prima cosa che dobbiamo sottolineare è che i giovani sono il nostro tesoro più prezioso. Loro sono il nostro valore aggiunto, sono il sale delle nostre comunità. Se uno sbaglia, ce ne sono mille che sono il nostro vanto. Ma anche chi cade deve essere accompagnato e recuperato. Gesù ci dice: “misericordia io voglio e non sacrificio”. E questa una delle frasi rivoluzionarie del Vangelo. Un cambio di passo senza precedenti, che dovrebbe essere il paradigma delle nostre vite.

In questo anno speciale dedicato a San Francesco nell’800esimo anniversario della sua morte, il mio augurio ai nostri studenti è quello di guardare al poverello di Assisi che fu protagonista di un cambiamento rivoluzionario che cambiò la storia con semplicità mettendo al centro l’amore reciproco, il sentirsi parte integrante della Chiesa e osservando la povertà.

Oggi non si chiedono effetti speciali, ma solo il desiderio di invertire la rotta, tutti insieme, di questo mondo dilaniato da odio, guerre e violenze.

In voi ragazzi vogliamo vedere un futuro diverso e se non si potrà essere come Francesco cerchiamo almeno di essere i suoi “social media manager” facendo conoscere la forza infinita del donarsi gratuitamente. Questo è l’esame a cui deve sottoporsi tutta l’umanità e non c’è appello

Card.Augusto Paolo Lojudice

Arcivescovo di Siena

Vescovo di Chiusi