Lo Stato è pronto a fare un passo indietro. E Monte dei Paschi potrebbe essere una delle ultime tappe di questo percorso. “Questa sarà l’ultima assemblea dell’Abi in cui il Ministero dell’Economia si presenta da azionista di banche”. Le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti arrivano alla vigilia del consiglio di amministrazione di Mps chiamato a esprimersi sull’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo e confermano la volontà del Governo di uscire definitivamente dal capitale degli istituti di credito.
“Il ruolo di azionista pubblico è esaurito”, ha dichiarato Giorgetti nel corso dell’assemblea dell’Abi, senza citare espressamente Monte dei Paschi, ma facendo riferimento alle partecipazioni bancarie ancora detenute dal Tesoro.
Per Rocca Salimbeni si tratta di un passaggio tutt’altro che simbolico. Il Ministero dell’Economia è infatti ancora presente nel capitale di Monte dei Paschi dopo il salvataggio pubblico del 2017 e negli ultimi anni ha progressivamente ridotto la propria quota. L’obiettivo dichiarato dal Governo è ora quello di completare l’uscita dello Stato dal sistema bancario, lasciando che sia il mercato a determinarne il futuro.
Un messaggio che arriva nel pieno del risiko bancario che coinvolge Mps. Domani il consiglio di amministrazione del Monte sarà chiamato a valutare l’Opas promossa da Intesa Sanpaolo e l’operazione che riguarda Banco Bpm, in uno dei momenti più delicati della storia recente della banca senese.
Le parole del ministro sono state commentate dall’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. “Penso siano proprio per non condizionare il risiko bancario. Il Governo ha fatto la sua parte, ha avuto un ruolo importantissimo nel risanamento e nel boom che ha avuto Monte Paschi e ora considera esaurito il suo ruolo. Penso che sia un passaggio simbolico da un intervento pubblico al mercato”, ha spiegato.
Sull’offerta presentata agli azionisti del Monte è intervenuto anche l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha definito l’offerta “trasparente e chiara”, ribadendo che la valutazione proposta è congrua.
“Credo che dal punto di vista delle valutazioni la nostra sia totalmente fair”, ha affermato Messina, aggiungendo che l’offerta “incorpora un buon premio per gli azionisti”. Il manager ha però precisato che “ognuno può pensare di avere i gioielli e di poterli vendere al miglior prezzo, ma c’è un prezzo oltre il quale poi non si va”.
Messina ha inoltre assicurato che, qualora l’operazione dovesse andare in porto, ci sarà “grande rispetto per i territori e per le persone della banca”.