Mps, si accende lo scontro politico. Il centrodestra senese: “La sinistra rompe il fronte unitario”
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L’incontro con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, fissato per il 20 agosto, ricompatta le istituzioni ma accende lo scontro tra i partiti. La convocazione del Mef, arrivata dopo la richiesta congiunta della presidente della Provincia Agnese Carletti, del sindaco Nicoletta Fabio e del presidente della Regione Eugenio Giani, diventa infatti il terreno di un nuovo confronto politico sul futuro di Monte dei Paschi.
Le forze di maggioranza che sostengono l’amministrazione comunale di Siena invitano ad abbassare i toni e a salvaguardare l’unità istituzionale costruita nelle ultime settimane. Secondo il centrodestra, le recenti prese di posizione della Provincia e del cosiddetto “campo largo” avrebbero rischiato di trasformare un percorso condiviso in uno scontro con il Governo. Nella nota si sottolinea che il ministro Giorgetti “ha già dimostrato massima apertura e prontezza” fissando rapidamente l’incontro richiesto dalle istituzioni e che il confronto con Roma sarebbe già pienamente avviato. La maggioranza ribadisce inoltre che la priorità deve restare la tutela di Siena, dell’occupazione e del legame tra il Monte e il territorio, evitando polemiche considerate strumentali.
Di segno diverso la posizione del Partito Democratico provinciale. Il segretario Nico Bartalini afferma che la convocazione era “ciò che auspicavamo” e sostiene che le sollecitazioni rivolte al Governo siano nate dal lungo silenzio del Ministero in una fase di forte preoccupazione per il futuro della banca. Bartalini respinge le accuse di aver compromesso il fronte comune, ribadendo che non c’è mai stata alcuna volontà di rompere l’unità istituzionale e che proprio quella compattezza rappresenta il principale strumento per difendere Monte dei Paschi, definita la più grande azienda della Toscana. Il Pd chiede che il vertice del 20 agosto produca garanzie formali sul mantenimento della presenza dello Stato nel capitale della banca e sull’utilizzo di tutti gli strumenti disponibili, compreso il Golden Power, per salvaguardare occupazione, funzioni direzionali, autonomia dell’istituto e accesso al credito.
Sul dibattito interviene anche Azione Siena. I segretari Roberto Bozzi e Giuseppe Galasso condividono la necessità di mantenere un fronte istituzionale compatto, sostenendo che la convocazione del ministro dimostra come il dialogo tra le istituzioni sia l’unica strada percorribile. Allo stesso tempo, però, il partito guarda già alle future elezioni amministrative, sostenendo che né il “campo largo” né il centrodestra siano autosufficienti e che qualsiasi progetto di governo della città debba necessariamente valorizzare il mondo civico, considerato decisivo per gli equilibri politici senesi.
Molto più duro il comunicato della Lega Siena, che respinge le critiche rivolte al Governo e attacca frontalmente il Partito Democratico. Secondo il Carroccio, il Governo avrebbe risanato la banca rispettando gli impegni imposti dall’Unione Europea dopo il salvataggio pubblico, mentre il Pd, definito il principale responsabile della crisi del Monte, “farebbe meglio a tacere”. La Lega rivendica il lavoro svolto insieme ai parlamentari del territorio e assicura di essere in costante contatto con il Governo per difendere occupazione, tradizione e radicamento senese della banca, ricordando però che molte decisioni sono oggi condizionate dalle regole europee sulla concorrenza.
Lo scontro politico, dunque, accompagna la marcia di avvicinamento al vertice del 20 agosto al Ministero dell’Economia, appuntamento dal quale Siena attende risposte sul futuro di Monte dei Paschi e sul ruolo che il Governo intende giocare nella delicata partita bancaria.