Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Mps, Fabio chiama il tavolo tra istituzioni: “Siena non può restare spettatrice”. Di Pietra interviene sul Mangia a Lovaglio

Condividi su

Un tavolo interistituzionale per seguire da vicino il futuro di Monte dei Paschi e una richiesta chiara: Siena non può restare spettatrice mentre si decide il destino della banca che più di ogni altra ne rappresenta storia, identità e tessuto economico.

È la proposta lanciata dal sindaco Nicoletta Fabio nel pieno del confronto aperto dalle operazioni che coinvolgono Mps e che stanno ridisegnando gli equilibri del sistema bancario italiano.

“Le vicende che riguardano il Monte dei Paschi di Siena devono essere affrontate con senso istituzionale, rispetto delle competenze e piena consapevolezza della delicatezza delle operazioni in corso”, afferma il primo cittadino. Da qui l’idea di convocare un tavolo che coinvolga Comune, Provincia, Regione, consiglieri regionali e parlamentari eletti sul territorio. Uno strumento che, precisa Fabio, non avrebbe la pretesa di incidere direttamente sulle decisioni societarie, ma che servirebbe a rappresentare “un segnale chiaro di attenzione, vigilanza e responsabilità nei confronti della città, dei lavoratori, delle famiglie e dell’intero territorio senese”.

Il sindaco richiama inoltre un tema che va oltre gli aspetti strettamente finanziari: quello del patrimonio culturale e artistico costruito dalla banca in oltre cinque secoli di storia. “Parliamo di un patrimonio straordinario, custodito a Siena e profondamente legato ai suoi luoghi, ai suoi palazzi e alla memoria stessa della città. Non può essere considerato un semplice bene trasferibile nell’ambito di un’operazione societaria”, sottolinea Fabio, ribadendo la necessità che resti stabilmente legato al territorio.

Nelle stesse ore arriva anche la presa di posizione del rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra, che invita a guardare alla vicenda con prudenza e rispetto per il peso storico che il Monte continua ad avere per la città. Rispondendo alle domande sul futuro della banca e sulle polemiche nate attorno alla candidatura dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio al Mangia d’Oro, il rettore prende le distanze dalla definizione di “risiko bancario”.

“Descrivere questa situazione con una parola che richiama un gioco mi sembra una forzatura. Qui non si gioca”, afferma Di Pietra. “Alle spalle ci sono secoli di storia. La banca è intimamente legata alla storia della città, così come lo è l’Università. Ci sono persone, famiglie, esperienze e professionalità che vanno tutelate insieme alla storia di un brand fortissimo”.

Il rettore richiama anche il lavoro svolto negli ultimi anni dal management guidato da Lovaglio. “Il lavoro che è stato fatto ha cercato di evitare questo scenario e per questo siamo gli siamo riconoscenti”, osserva. Poi l’appello finale rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella partita: “Speriamo davvero che abbiano ben chiaro che non si fa risiko con una storia di secoli”.

In chiusura arrivano anche le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla quota del Mef in Mps. Il governo, ha spiegato, resta legato ai vincoli di debito pubblico e deve uscire dalle partecipazioni bancarie. “Dobbiamo valutare chi ci dà di più”, ha detto Giorgetti, ribadendo che la decisione sarà presa sulla base del valore riconosciuto alla quota pubblica.

MC