Mps, Giovanni Azzone: “Quadro ancora parziale, inopportuno giudicare ora”. Baravelli: “Così non si aumenta la sicurezza ma il rischio sistemico”
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Giovanni Azzone non è solo presidente della Fondazione Cariplo ma anche, soprattutto, di Acri, ovvero l’associazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa. Giovanni Azzone ha sempre appoggiato – e appoggia – l’operazione di Intesa San Paolo, tuttavia pare avere una lucidità che a Siena è mancata, la dichiarazione rilasciata oggi all’agenzia Ansa ne è un’evidenza: “Mi sembra che siano stati fatti dei passi avanti, e credo che sia inopportuno giudicare con un quadro informativo parziale”. Il presidente della Fondazione Cariplo e di Acri Giovanni Azzone risponde così sull’Opas di Intesa Sanpaolo per Mps. “Ci sono ragioni di ottimismo ma, anche per rispetto del mercato, aspettiamo di vedere cosa succede”, ha aggiunto.
Una posizione cauta che sembra voler dire che le fughe in avanti non servono a nessuno se non, esattamente come accaduto, a mettere in imbarazzo la città e le istituzioni. Una riflessione, forse, è da fare. E se non bastasse, anche il professor Maurizio Baravelli, ordinario di Economia a La Sapienza, dove insegna Economia e gestione della banca, si è espresso in seguito alle parole dell’ad di Intesa Carlo Messina – “L’Opas di Intesa mette al sicuro il risparmio e porta valore al Paese” – : “Presentare la concentrazione bancaria da parte di Intesa come una forma di messa in sicurezza del risparmio è una tesi discutibile. Con quali dimostrabili garanzie? Anzi è vero il contrario: in finanza, la diversificazione riduce il rischio, mentre concentrare un numero crescente di attività, depositi e relazioni in un grande gruppo non aumenta la sicurezza ma il rischio sistemico”. E continua : “Attorno all’Opas di Intesa Sanpaolo e alla conseguente fine del Monte dei Paschi di Siena si è sviluppata una narrazione prevalentemente celebrativa, fondata su concetti quali “creazione di valore”, “messa in sicurezza del risparmio” e “interesse nazionale”, raramente sottoposti a un effettivo scrutinio analitico”. L’intervento di Baravelli si conclude così: “‘Porta valore al Paese’, ‘mette al sicuro il risparmio’, ‘rafforza il sistema’: sono formule retoriche che non dimostrano nulla. Il vero banco di prova sono le ricadute concrete, come: maggiore sostegno alle imprese , più credito a migliori condizioni, più investimenti; di tutto ciò non si parla. Una banca più grande non significa necessariamente più crescita economica del Paese. Questa si misura con investimenti, occupazione e produttività, non con l’aumento dimensionale”.
“Ritengo di dover approfondire bene l’argomento, piuttosto che rilasciare commenti a riguardo. Siamo continuamente in contatto con il sindaco Fabio e con la presidente della Provincia Carletti; dunque, quando sarà il momento di esprimersi, lo faremo collettivamente” ha commentato inoltre stamani il Governatore della Toscana, Eugenio Giani.
Tutti d’accordo, dunque, sulla linea da tenere ma la parola ora passa ai deputati della Fondazione Monte dei Paschi di Siena: il 23 ottobre saranno loro a decidere, con responsabilità, come mostrarsi alla città e al territorio intero.
Il presidente di Mps, Cesare Bisoni, non rinuncia all’ottimismo sull’approvazione delle proposte del consiglio di amministrazione relative alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali: “La speranza non deve mai morire”.
Banco Bpm, che detiene il 3,74% del capitale del Monte, non ha ancora deciso come voterà. Lo conferma il presidente Massimo Tononi.
Infine, l’amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa, non si sbilancia sulla possibile scomparsa del marchio Bper a favore di quello Mps: “Vedremo, è troppo presto”. L’operazione prevede l’acquisto da parte di Unipol di 635 filiali del Monte, da integrare successivamente con Bper.