Caro gasolio, Solfanelli (Coldiretti Siena): “Duecento euro in più a ettaro per ogni imprenditore, situazione drammatica”
Condividi su
Il gasolio brucia i conti delle aziende agricole. E nelle campagne senesi ogni ettaro coltivato rischia di costare quasi 200 euro in più. Una stangata che, secondo le stime di Coldiretti, raggiunge i 130 milioni di euro in tutta la Toscana, mettendo in difficoltà un comparto già alle prese con il rincaro dei fertilizzanti e delle materie prime.
La fotografia è di Simone Solfanelli, direttore di Coldiretti Siena, due giorni dopo da presidio di Firenze che ha portato davanti al Consiglio regionale duemila imprenditori agricoli, duecento dei quali provenienti dalla nostra provincia.
“La situazione è drammatica. Stimiamo in tutta la regione un costo aggiuntivo per le imprese di 130 milioni di euro, dovuto all’aumento dei costi energetici, in modo particolare del gasolio agricolo. Parliamo di quasi 200 euro a ettaro di maggiori costi per ogni imprenditore”, spiega Solfanelli.
Numeri che hanno spinto gli agricoltori a scendere in piazza per chiedere risposte immediate. La mobilitazione ha portato all’annuncio del presidente della Regione Eugenio Giani e dell’assessore all’agricoltura Leonardo Marras di una manovra da 12 milioni di euro a sostegno delle imprese.
Nel dettaglio, 9 milioni saranno destinati a contrastare l’aumento del costo dei carburanti, attraverso risorse individuate nelle economie del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Altri 2 milioni serviranno a sostenere le aziende alle prese con il rincaro dei fertilizzanti, mentre 500mila euro, previsti nel bilancio regionale 2027, contribuiranno ad abbattere i costi delle assicurazioni agricole contro i rischi legati ai cambiamenti climatici.
Per l’utilizzo dei fondi destinati al gasolio sarà necessaria l’autorizzazione della Commissione europea. Si tratta dunque di misure annunciate, la cui attuazione dovrà seguire i passaggi previsti.
“Abbiamo portato a Firenze gli imprenditori per rappresentare alle istituzioni la situazione di grave disagio in cui versa l’agricoltura”, racconta il direttore di Coldiretti Siena. “Abbiamo ottenuto dalla Regione una risposta importante in termini di vicinanza politica. Per noi è un grande risultato di sensibilità da parte della Regione Toscana e siamo soddisfatti dell’impegno assunto per contenere i costi energetici delle imprese agricole”.
Ma l’emergenza non si ferma al prezzo del gasolio. A preoccupare gli imprenditori senesi è l’aumento generalizzato delle spese necessarie per mandare avanti le attività, dai fertilizzanti alle plastiche utilizzate nelle coltivazioni.
“I costi di produzione sono schizzati verso l’alto. Dobbiamo considerare, per esempio, che gran parte dei fertilizzanti utilizzati in agricoltura deriva dal petrolio”, sottolinea Solfanelli.
A complicare ulteriormente il quadro sono le difficoltà di approvvigionamento di alcuni materiali, legate anche alle tensioni internazionali e ai conflitti in Ucraina e in Iran. Per Coldiretti, tuttavia, il problema non riguarda soltanto i bilanci delle aziende. Il rischio è che l’aumento dei costi finisca per compromettere la sostenibilità economica delle produzioni agricole, con conseguenze sull’intero territorio.
“L’agricoltura non è in grado e non vuole scaricare questi maggiori costi sui consumatori. Mantenere le spese a livelli accettabili significa garantire la sicurezza alimentare, la bellezza del territorio e un modello di vita che tutto il mondo ci invidia”.
Accanto agli aiuti diretti, Coldiretti chiede anche strumenti per sostenere la liquidità delle imprese. La Regione ha annunciato l’apertura di un confronto con Fidi Toscana e Sviluppo Toscana per valutare un fondo di rotazione destinato ad agevolare le aziende che partecipano ai bandi europei e ad accelerare l’erogazione degli anticipi.
“Abbiamo chiesto misure finanziarie che permettano alle imprese di avere liquidità immediata, insieme a un intervento sui costi delle assicurazioni per le calamità naturali, considerando i cambiamenti climatici in atto”, aggiunge Solfanelli.