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Mps-Intesa, il giorno dopo: Siena chiede garanzie, Messina rilancia sull’offerta

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“La nostra è l’unica vera offerta e ha un’elevata probabilità di successo”. Il giorno dopo il terremoto che ha riportato Monte dei Paschi al centro del risiko bancario nazionale, è Carlo Messina a ribadire la convinzione di Intesa Sanpaolo sulla riuscita dell’operazione lanciata insieme a Unipol sulla banca senese.

Da Milano arrivano anche le parole del presidente di Unipol Carlo Cimbri, che evita di sbilanciarsi sul futuro dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio ma lascia intendere che il confronto arriverà a breve. “Non ho ancora avuto modo di parlare con Luigi, ma intendo farlo presto di persona”, ha spiegato, aggiungendo che “ora è presto per dare una risposta sugli assetti”.

Sul fronte delle reazioni nazionali interviene anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi. Pur definendo fisiologiche le aggregazioni bancarie, invita a non perdere di vista il valore sociale delle operazioni. “Le banche fanno il loro mestiere, ma se c’è soltanto una logica speculativa è davvero pericoloso”, ha affermato, ricordando che “al centro ci sono le persone”.

Più prudente il vicepremier Matteo Salvini, che prende le distanze da qualsiasi schieramento. “Non sta a me tifare per Tizio o per Caio. Osservo quello che il mercato deciderà”, ha dichiarato. Dalla maggioranza nazionale arriva anche il commento del responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che legge la vicenda come il segno della ritrovata forza dell’istituto: “Monte dei Paschi è passata dall’essere una palla al piede a un’opportunità contesa”.

 

 

Sul piano locale, invece, ancora assenti prese di posizione dei principali gruppi del centrodestra senese, forza che oggi governa il Palazzo Pubblico e il Paese. A intervenire sono soprattutto le forze di opposizione, con accenti diversi ma una preoccupazione comune: il futuro della banca e del territorio.

La vicesegretaria regionale del Partito Democratico Stefania Lio chiede al Governo “garanzie concrete e verificabili” sul mantenimento delle funzioni direzionali, dell’occupazione e del marchio Monte dei Paschi di Siena. Sulla stessa linea il segretario provinciale dem Nico Bartalini, che invoca “una piattaforma condivisa” tra istituzioni, sindacati e forze economiche per difendere lavoro qualificato, competenze e presenza direzionale a Siena. L’Unione Comunale del Pd parla apertamente della necessità di costruire “la più ampia collaborazione possibile” per evitare un ulteriore svuotamento del ruolo cittadino.

Toni ancora più netti arrivano dal Movimento 5 Stelle. Il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti parla di “enorme preoccupazione” e chiede che Comune e parlamentari del territorio assumano una posizione pubblica chiara. Sinistra Italiana, attraverso il segretario cittadino Pietro Iantorno, denuncia invece quello che definisce “il silenzio della città” e avverte che la possibile scomparsa del nome Siena dal marchio della banca rappresenterebbe “il segno ultimo della fine di una storia”.

In chiusura le prese di posizione dei sindacati. La Fabi chiede che ogni eventuale operazione tuteli occupazione, professionalità e identità storica del Monte. Ancora più duro il giudizio della Fisac Cgil, che parla del rischio di “smembramento dell’istituto” e ricorda come oltre duemila posti di lavoro nella sola provincia di Siena siano legati direttamente alla banca. Per il sindacato, il futuro del Monte non può essere deciso esclusivamente sulla base di logiche finanziarie: “Le lavoratrici e i lavoratori vengono prima di tutto”.

Alle prese di posizione sindacali si aggiunge anche quella della First Cisl del Gruppo Mps, che respinge ogni ipotesi di smembramento dell’istituto. “Le prospettive avanzate di uno spezzatino sono inaccettabili”, afferma Alessia Silvestri, segretaria First Cisl del Gruppo Mps, richiamando il rischio che direzioni generali, territori, rete commerciale, società del gruppo e lavoratori vengano trattati come elementi da spostare per far quadrare i conti degli azionisti.