Mps, Lovaglio: “Siamo forti, possiamo valutare ogni opzione strategica. Dividere Rocca Salimbeni rischia di farle perdere potenza”

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La forza nei conti, il valore nel sistema bancario italiano e, sullo sfondo, il rischio che tutto questo venga indebolito perdendo l’integrità del Monte. Luigi Lovaglio sceglie parole nette nel giorno in cui Mps presenta un semestre da oltre 1,1 miliardi di euro di utile: Rocca Salimbeni è oggi, secondo l’amministratore delegato, “un asset strategico per l’economia italiana” e il suo valore sistemico dipende dal mantenimento della banca nella sua interezza. “La nostra posizione patrimoniale è una delle ragioni per cui Mps può valutare ogni opzione strategica da una posizione di forza”. aggiunge.

Lovaglio ricorre a una metafora per spiegare il concetto: “Se si divide una centrale elettrica a metà, ciascuna parte può anche rimanere in piedi, ma si rischia di perdere potenza e si riduce la capacità di erogare energia dove serve”. Lo stesso, sostiene, vale per Mps, che “non è una semplice somma di filiali”, ma una rete costruita su relazioni, competenze e fiducia. Le filiali diventano così “antenne” capaci di intercettare le esigenze dell’economia reale e trasformare il risparmio in credito e investimenti.

Parole che assumono un peso particolare mentre intorno al Monte resta aperta la partita sulle possibili evoluzioni strategiche. Il consiglio di amministrazione ha preso atto della prosecuzione, con il supporto degli advisor, dell’analisi delle diverse opzioni con l’obiettivo dichiarato di massimizzare il valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder.

E proprio i numeri presentati oggi, secondo Lovaglio, permettono a Mps di affrontare questa fase da una posizione di forza. Il Cet1 fully loaded è salito al 16,3%, con un margine di circa 680 punti base rispetto ai requisiti patrimoniali. Una dotazione che garantisce alla banca, spiega l’ad, tre possibilità: sostenere la crescita, remunerare gli azionisti e valutare le opzioni strategiche.

“Il primo semestre del 2026 conferma la validità del nostro percorso di crescita e trasformazione”, sottolinea Lovaglio. Nei primi sei mesi Mps ha generato oltre 1,1 miliardi di utile netto, aumentando impieghi e masse gestite e rafforzando ulteriormente la propria posizione patrimoniale.

Nel quadro delineato dall’amministratore delegato entra anche Mediobanca. Lovaglio parla della “scala industriale” raggiunta insieme e sostiene che la combinazione tra i due istituti sia “solo l’inizio” delle potenzialità del progetto. Mps comunica inoltre che le attività di integrazione procedono secondo i programmi, con completamento previsto nel quarto trimestre.