Mps, Messina blinda Siena: “Sede e marchio resteranno”. Coldiretti sale sul treno di Intesa e Bper

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Mps resterà a Siena, mantenendo il marchio e la sede centrale a Rocca Salimbeni. Nel giorno in cui gli azionisti di Intesa Sanpaolo danno un via libera quasi plebiscitario all’aumento di capitale necessario per sostenere l’offerta sul Monte, Carlo Messina mette sul tavolo le garanzie per il territorio e disegna le dimensioni del gruppo che intende costruire. E sul risiko bancario arriva anche la presa di posizione di Coldiretti, che sceglie apertamente il progetto Intesa-Bper definendolo un percorso “targato Italia”.

Il passaggio più significativo per Siena arriva direttamente dall’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. “Monte dei Paschi di Siena rappresenta una storia unica nel panorama bancario mondiale”, afferma Messina, ricordando gli oltre cinque secoli che hanno costruito il rapporto della banca con Siena e la Toscana. Un patrimonio di “identità, professionalità, relazioni e fiducia” che Intesa, assicura il ceo, vuole “preservare e valorizzare”.

Ma Messina va oltre. In caso di successo dell’Opas, il progetto prevede il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario italiano, caratterizzato da una forte base azionaria nazionale. Ed è qui che arriva l’impegno più atteso a Siena: mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni.

Il disegno presentato da Intesa ha dimensioni europee. Entro il 2029 Messina prevede un gruppo con oltre 27 milioni di clienti, circa 2mila miliardi di euro di attività finanziarie della clientela e un utile netto superiore a 16 miliardi. Tra il 2025 e il 2029 sono inoltre previste distribuzioni agli azionisti per circa 61 miliardi.

Sul fronte dell’occupazione, Intesa indica circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029, destinate a sostenere la crescita e il ricambio generazionale. Il dato riguarda il progetto complessivo del gruppo e nella dichiarazione non viene indicata una ripartizione specifica per Siena o per Mps.

A dare forza all’operazione è arrivato oggi il voto dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Intesa Sanpaolo. La proposta ha raccolto quasi il 97% dei voti rappresentati. All’assemblea era presente circa il 64% del capitale sociale.

Il consiglio di amministrazione potrà così procedere, entro il 10 settembre 2027, a uno o più aumenti di capitale attraverso l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni. Saranno le azioni destinate a sostenere l’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria lanciata da Intesa sulla totalità delle azioni di Monte dei Paschi.

“L’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un Gruppo ancora più forte”, sottolinea Messina.

Il ceo lega inoltre l’operazione alla capacità di aumentare il credito destinato all’economia reale. Nei primi sei mesi dell’anno Intesa Sanpaolo, riferisce Messina, ha erogato oltre 44 miliardi di euro a famiglie e imprese, sostenendo che la maggiore dimensione derivante dall’operazione permetterebbe di aumentare ulteriormente questa capacità.

Nel progetto trova spazio anche Mediobanca, le cui competenze nel Corporate & Investment Banking e nel Wealth Management vengono considerate da Messina “un altro elemento di grande valore”. Intesa punta a valorizzarne marchio, professionalità e competenze all’interno del futuro gruppo.

E mentre Intesa incassa il voto dei propri azionisti, prende posizione anche Coldiretti. Il segretario generale su La Stampa Vincenzo Gesmundo utilizza la metafora di “due treni” per descrivere gli scenari in campo e contrappone un percorso che definisce a “trazione francese” a quello che, nella sua ricostruzione, vedrebbe insieme Mps, Bper e Intesa Sanpaolo.

“Noi della Coldiretti stiamo dalla parte del treno targato Italia, targata Intesa Sanpaolo/Bper”, afferma Gesmundo, legando la posizione dell’organizzazione alla necessità di tutelare il risparmio italiano.

Sulla stessa linea il presidente Ettore Prandini, che ricorda come il sistema agroalimentare italiano valga 707 miliardi di euro e dia lavoro a 4 milioni di persone. “Per questo come Coldiretti sosteniamo l’operazione messa in campo da Intesa e Bper per una traiettoria di sviluppo dell’economia e del risparmio degli italiani”.

MC