Poco più di mezz’ora per mettere quasi tutte le pedine al loro posto, meno di un’ora per chiudere definitivamente il quadro. Il valzer delle monte del Palio dell’Assunta corre veloce e alle 15 tutte e dieci le Contrade hanno fatto la loro scelta in vista della prima prova. Poche sorprese e soprattutto i fantini di prima fascia che vanno sui cavalli maggiormente attesi dopo l’assegnazione.
Il primo movimento importante arriva poco dopo le 14.15, quando Dino Pes detto Velluto prende la strada della Lupa, dove ad attenderlo c’è Diodoro. Un’accoppiata che inevitabilmente entra tra quelle da osservare con maggiore attenzione: il barbero ha già vinto due volte sul tufo, la Contrada di Vallerozzi sembra non aver affatto esaurito l’ondata positiva iniziata nel 2016 e che in questi dieci anni ha visto trionfare la Luoa quattro volte: c’è da scommettere che il capitano Giulio Bruni non si farà scappare l’occasione. Soprattutto perché la sua scelta categorica di Dino Pes ha contato e non poco nel salone da ballo di questo pomeriggio.
Pochi minuti e comincia a prendere forma anche il resto del quadro. Jonatan Bartoletti detto Scompiglio sceglie la Chiocciola e Arestetulesu, mentre Giuseppe Zedde detto Gingillo va nella Torre – nonostante la logica dei più glj avesse visto già addosso il giubbetto della Lupa – dove trova Donrodrigo.
Alle 14.30 arriva l’ufficialira di Carlo Sanna detto Brigante, nell’Aquila per montare Benitos, vincitore del Palio dell’Assunta 2024. L’Aquila, reduce dal successo dello scorso 3 luglio, riparte dunque da un’accoppiata di esperienza e il capitano Duccio Carapelli sfrutterà fino in fondo questa fortuna che è tornata a sorridere alla Contrada del Casato.
Ma il primo ballo segnato sul carnet è stato ovviamente quel ritmo romantico tra Giovanni Atzeni detto Tittia e il Nicchio: la sorte ha voluto che Anda e Bola, vincitore proprio nell’agosto dello scorso anno nel Valdimontone, finisse nella stalla dei Pispini. Un binomio accompagnato dall’urlo potente della Piazza quando il cavallo è stato assegnato. Capitan Giustarini torna e la sorte gli strizza l’occhio con grande benevolenza.
Nel frattempo si definiscono anche Onda e Selva. Andrea Sanna detto Virgola monta Viso d’Angelo in Malborghetto, mentre Sebastiano Murtas detto Grandine va in Vallepiatta su Canarinu.
Restano da sciogliere soltanto Giraffa, Oca e Istrice. Per la Giraffa prende corpo la strada che porta a Elias Mannucci detto Turbine, poi ufficializzata: sarà lui a provare Euskaldi, uno dei due esordienti del lotto.
Gli ultimi due tasselli arrivano poco prima delle 15. Michel Putzu detto Spago va nell’Oca per montare Diamante Sauro, l’altro cavallo all’esordio, mentre Federico Guglielmi detto Tamurè sceglie l’Istrice e Ares Elce.
Il quadro della prima prova è così completo e ad oggi è improbabile pensare a cambi di monte: Brigante-Benitos nell’Aquila, Tittia-Anda e Bola nel Nicchio, Scompiglio-Arestetulesu nella Chiocciola, Velluto-Diodoro nella Lupa, Gingillo-Donrodrigo nella Torre, Virgola-Viso d’Angelo nell’Onda, Grandine-Canarinu nella Selva, Spago-Diamante Sauro nell’Oca, Tamurè-Ares Elce nell’Istrice e Turbine-Euskaldi nella Giraffa.
Si chiude il valzer delle monte ma nel salone la musica continua e continua la danza. Qualcosa con le strategie di oggi potrebbe essere cambiato.
Katiuscia Vaselli