Palio, il sindaco: “Il Drappellone? I senesi lo capiranno. E quel vi voglio bene mi è venuto così…”
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“È un Drappellone che va capito”. Nicoletta Fabio non si è sottratta al primo giudizio sull’opera di Ismaele Nones, accolta da un applauso più composto che caloroso.
Per il sindaco di Siena, però, il Cencio del Palio del 2 luglio è destinato a conquistare i contradaioli con il passare dei giorni. “Sicuramente non è così d’impatto come siamo stati abituati in altre occasioni, ma è un di un’eleganza e di una raffinatezza indiscutibili, che vanno comprese e apprezzate nei dettagli. Sono certa che l’apprezzamento andrà crescendo nei giorni a venire. È ricco di simboli, di rimandi e di richiami”.
Fabio ha sottolineato anche il lavoro svolto dal critico Davide Ferri durante la presentazione. “È un Palio che va studiato in qualche modo. Credo che il relatore sia stato molto bravo e sia stata una buona guida per condurci a una piena comprensione del Drappellone”.
Tra gli aspetti che più l’hanno colpita c’è il linguaggio scelto dall’artista. “Mi è piaciuta la scelta di non dare priorità a San Francesco, pur essendo il Drappellone dedicato agli ottocento anni dalla sua morte. Rimane nel cuore della Madonna, in questa sorta di corazza antica decorata con il riferimento al Piccolo Testamento. Ci sono richiami anche colti e forse è proprio questo che, a un primo impatto, non tutti riescono a cogliere”.
Il sindaco ha poi liquidato con un sorriso le letture scaramantiche sulla posizione dei cavalli raffigurati nell’opera. “Se potessi dire a un artista cosa non voglio in un Drappellone, direi: non ne posso più di cavalli. Però il cavallo è un simbolo e io, francamente, questa associazione scaramantica non la vedo”.
Quindi un passaggio sul Masgalano 2026, donato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. “Era una richiesta che c’era da tanti anni e finalmente abbiamo potuto realizzarla. È un ricordo dedicato a Enrico Giannelli e un richiamo alla solidarietà e all’inclusione, un messaggio che questa città ha saputo fare proprio nel tempo e che è giusto rivendicare in ogni occasione”.
Fabio ha poi spiegato anche il “vi voglio bene” rivolto ai senesi al termine del suo intervento. “Mi è venuto così, magari può sembrare banale, però era il modo per dire che non sono qui soltanto istituzionalmente. Sono qui e, in fondo, vorrei essere dall’altra parte”. Un passaggio personale, con cui il sindaco ha voluto marcare il legame con la città e con il popolo del Palio.