Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Nones e il Cencio da interpretare: “Spero che i senesi vedano la commistione tra lotta, festa e amicizia”

Condividi su

Non è certo uno di quei drappelloni dai colori che fanno luce, bensì un drappellone da interpretare e dentro il quale immedesimarsi. Questo il messaggio che ha voluto lanciare il giovane artista Ismaele Nones con il suo palio. Anche per questo motivo, l’applauso del pubblico non è stato convinto, anche se l’opera ha già dato modo ai contradaioli di individuare alcuni dettagli, che in qualche modo possano portare la fortuna dalla loro parte.

“È stata una grandissima scarica di adrenalina – commenta il maestro Nones -, un’emozione che era latente da mesi. Tutta la città mi è stata vicina in questi mesi e infatti è stato un percorso bellissimo. Mi ero fatto numerose aspettative in questi giorni, ma alla fine è stato un momento più forte di quanto immaginassi. Il mio intento era riuscire a fare un Drappellone che avesse un’unità e che fosse proprio un viaggio visivo per l’osservatore. Partendo dalla Madonna, come ha detto l’ottimo Davide Ferri, si balla insieme ai cavalli, poi si guarda la Diana. Appena avuto l’incarico, ero premuroso di progettarlo e ho iniziato subito a fare una bozza. Dopo aver conosciuto i senesi però, la prima bozza è stata cestinata, perché ho ascoltato meglio le storie ed i racconti dei cittadini, i quali mi hanno dato un’altra idea”.

In primis, spiccano i due cavalli in impennata, che di fatto legano la Madonna di Provenzano e le Contrade in alto, con la Diana nella parte più bassa.

“Il cavallo non poteva non essere al centro del Palio – spiega Nones -, però nella mia arte il cavallo non è solo un animale. Non sono semplici cavalli che corrono, ma sono anche simbolicamente tutti i cittadini. Il motivo è che alla fine, secondo me, corre tutta la città, non corrono solo i dieci cavalli. Quindi sì, sono due cavalli, ma in realtà sono tutti voi senesi. Io spero che i senesi vedano questa commistione tra competizione, festa e amicizia, alleanza fra tutti, e anche quella sana lotta, quel sano agonismo”.

Inoltre, il Palio era anche dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco, che Nones ha voluto rappresentare in maniera molto particolare.

“Ho usato la lamina d’argento tipica della Madonna di Provenzano – commenta Nones – e l’ho usata per creare uno spazio narrativo, ispirandomi un po’ alle corazze dei condottieri, dove si raccontavano le gesta delle loro lotte. Mi è venuta in mente questa cosa: utilizzarla come foglio bianco per citare San Francesco”.