L’aumento del ricorso alla cassa integrazione nel settore metalmeccanico della provincia di Siena impone una riflessione e una risposta condivisa da parte di tutti gli attori economici e sociali del territorio.
Per questo la Fiom Cgil di Siena presenta una proposta rivolta alle associazioni datoriali e alle imprese del comparto: sottoscrivere un accordo territoriale che preveda l’integrazione fino al 100% della retribuzione per tutte le ore di cassa integrazione ordinaria richieste per motivazioni riconducibili a flessioni temporanee del mercato, riorganizzazioni produttive o altre cause non riconducibili a crisi strutturali certificate dell’impresa.
Secondo l’Osservatorio Statistico INPS sulla Cassa Integrazione Guadagni e sui Fondi di Solidarietà nel settore metallurgico e meccanico della provincia di Siena le ore complessivamente autorizzate sono passate dalle 426.562 del 2023 alle 734.586 del 2024 fino a raggiungere 2.109.998 di ore nel 2025, quasi quintuplicando il livello registrato due anni prima.
Nel dettaglio le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria sono passate da 417.976 nel 2023 a 692.086 nel 2024 raggiungendo 833.044 nel 2025. Ancora più significativo è il ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria passata da 8.586 ore nel 2023 a 42.500 ore nel 2024 fino a 1.276.954 ore nel 2025, a testimonianza delle profonde difficoltà che stanno interessando una parte importante del sistema produttivo metalmeccanico senese.
Dietro questi numeri ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori che vedono ridursi significativamente il proprio reddito. Una riduzione che pesa ancora di più in una provincia dove il costo della vita continua ad aumentare.
In un territorio tra i più costosi del Paese, la perdita di salario determinata dalla cassa integrazione rischia di compromettere la capacità delle famiglie di sostenere le spese quotidiane, aggravando una già evidente e notevole erosione del potere d’acquisto.
Per questo la Fiom ritiene che sia necessario compiere un passo in avanti nelle relazioni industriali territoriali. La proposta è semplice e concreta: laddove il ricorso alla cassa integrazione sia determinato da difficoltà temporanee, rallentamenti produttivi o esigenze organizzative e non da situazioni di crisi strutturale o irreversibile dell’impresa, le aziende, attraverso un accordo con le organizzazioni sindacali e le associazioni di rappresentanza, si impegnino a integrare economicamente il trattamento di cassa fino al raggiungimento del 100% della normale retribuzione.
Garantire il pieno salario nei periodi di sospensione temporanea significa preservare il potere d’acquisto, sostenere i consumi locali, difendere il tessuto economico della provincia e rafforzare quel patto di fiducia che deve caratterizzare le relazioni industriali in un territorio come quello senese.