Stosa condannata per comportamento antisindacale, la Cgil: “Ha vinto la democrazia”
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Il Tribunale di Siena mette nero su bianco: la rappresentanza sindacale è un diritto e non una concessione. I giudici hanno accertato la legittimità della nomina della RSA Cgil e ordinato a Stosa Spa la cessazione del comportamento antisindacale, imponendo anche la rimozione dei suoi effetti e il pieno ripristino delle prerogative del delegato sindacale.
Una sentenza che la Fillea Cgil di Siena definisce “una vittoria dei lavoratori”. “Ha vinto la democrazia – afferma il sindacato – è stato riconosciuto un diritto basilare: quello dei lavoratori di dotarsi di una propria rappresentanza interna. Siamo stati costretti a ricorrere al Tribunale per un comportamento aziendale ingiusto e gravissimo”.
Un passaggio che, per la segretaria della Cgil Siena Alice D’Ercole, ha un valore che va oltre il singolo caso. “L’organizzazione sindacale è libera, lo dice la Costituzione – sottolinea – ed è un diritto indisponibile alle aziende. Se non fosse così, non sarebbe un diritto ma un privilegio”. La sentenza, aggiunge, “ristabilisce un principio fondamentale: la libertà dei lavoratori di organizzarsi nei luoghi di lavoro. È una decisione storica, perché se fosse passato il contrario si sarebbe aperta una frattura pericolosa nel sistema della rappresentanza”.
Al centro della vicenda proprio la possibilità per i lavoratori di scegliere come organizzarsi e farsi rappresentare. “La rappresentanza sindacale – prosegue D’Ercole – ha un valore perché trasforma le esigenze individuali in una dimensione collettiva, migliorando condizioni di lavoro e clima aziendale”.
Sulla stessa linea Simone Mannucci, segretario della Fillea Cgil di Siena, che parla di un risultato ottenuto grazie al sostegno dei lavoratori. “È stata una battaglia collettiva – spiega – resa possibile anche dal coraggio di chi si è messo in gioco. Questa sentenza ristabilisce un principio chiaro: non è l’azienda a decidere come devono agire i sindacati, ma la legge e il contratto nazionale”.
Il sindacato annuncia ora i prossimi passi: richiesta di incontro con l’azienda già nelle prossime settimane e convocazione di un’assemblea. L’obiettivo è aprire una nuova fase. “Ci auguriamo – conclude Mannucci – che si possa finalmente costruire un sistema di relazioni sindacali corrette, come avviene in molte altre realtà del territorio”.
Intanto la partita non è chiusa: l’azienda potrebbe presentare ricorso. Ma per la Cgil il segnale è chiaro: “da qui non si torna indietro”.