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FMps, Rossi si congeda: “Oltre 80 milioni di erogazioni in otto anni. Il licenziamento di Lovaglio? Siena non lo capisce”

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Ottantuno milioni e mezzo di euro erogati in otto anni e un “sentiment” della città che non nasconde perplessità sulle ultime vicende di Monte dei Paschi.

Carlo Rossi chiude il suo doppio mandato alla guida della Fondazione Mps tracciando il bilancio dell’attività e guardando alla vigilia dell’assemblea della banca.

“In otto anni abbiamo erogato 81,5 milioni di euro, 11,6 milioni nel 2024 e una cifra analoga per il 2025”, ha spiegato Rossi. Complessivamente sono stati attivati 31 bandi e iniziative, di cui 8 in ambito culturale, 13 nel sociale e 10 sullo sviluppo economico. “Abbiamo portato avanti una gestione attenta, prudente e orientata alla diversificazione del patrimonio”, ha aggiunto.

Il presidente della Fondazione lascerà l’incarico dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, attesa nei prossimi giorni in Deputazione generale, che sarà chiamata anche a individuare la nuova governance.

Ma è il passaggio sulla banca a segnare la conferenza di fine mandato. “Il licenziamento di Lovaglio è un tema che la comunità senese non ha capito”, ha detto Rossi, riportando al presidente Nicola Maione il clima che si respira in città: “La gente mi ferma per strada e mi chiede se siamo tutti pazzi, abbiamo trovato uno che ha salvato la banca e lo licenziamo”.

Una posizione che, ha precisato, non è una valutazione sulle dinamiche interne del consiglio di amministrazione, sulle quali “non abbiamo elementi”, ma la rappresentazione del sentimento diffuso.

Alla vigilia dell’assemblea, Rossi ha annunciato che la Fondazione esprimerà una dichiarazione di voto su tutti i punti all’ordine del giorno, a partire dal rinnovo del consiglio di amministrazione, senza però anticipare le scelte.

Sul fronte finanziario, la Fondazione ha nel frattempo rafforzato la propria presenza in banca, raddoppiando la quota fino allo 0,2% del capitale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Una scelta maturata “dopo aver visto il consolidamento dei risultati e strategie accattivanti”, come l’operazione con Mediobanca.

Proprio su questo Rossi ha ribadito il giudizio già espresso nei mesi scorsi: “Un’operazione strategica, importante e innovativa, che non ha comportato tagli di posti di lavoro o chiusure di sportelli”.

Ora, ha concluso, “abbiamo una macchina che deve essere guidata e fatta funzionare”, con uno sguardo al futuro della banca e al mantenimento del suo legame con il territorio.

Marco Crimi