Mps, a Siena si riunisce il consiglio comunale: si riparte dall’unanimità per arrivare ad un nuovo documento

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Si riparte dalla mozione che lo scorso 24 giugno ricevette il voto unanime dell’assise. E da quell’atto il consiglio comunale di Siena, chiamato domani a una seduta monotematica su Monte dei Paschi, proverà a lavorare a un documento nel quale saranno contenute eventuali integrazioni nate dai contributi emersi durante la discussione.

A parlare davanti ai consiglieri di maggioranza e opposizione dovrebbero essere i parlamentari di riferimento del territorio Silvio Franceschelli e Francesco Michelotti, quindi i due consiglieri regionali Simone Bezzini ed Enrico Tucci e i rappresentanti dei sindacati di categoria. Previsto anche l’intervento del sindaco Nicoletta Fabio. Ci si aspetta inoltre la presenza del presidente della Fondazione Monte dei Paschi Riccardo Coppini, mentre resta il punto interrogativo sulla partecipazione del governatore Eugenio Giani. In aula ci saranno anche gli operai dello stabilimento ex Beko di viale Toselli.

Il documento approvato lo scorso 24 giugno chiedeva che, al di là del futuro assetto di Rocca Salimbeni, fossero fissati alcuni paletti: mantenimento a Siena delle funzioni direzionali, strategiche e operative; tutela dei posti di lavoro e dell’indotto; salvaguardia dell’integrità, dell’autonomia e del radicamento territoriale della banca; continuità del marchio Mps senza separarlo dalle sue funzioni industriali; tutela del credito a famiglie e imprese e del patrimonio storico e artistico.

Era stato inoltre chiesto un tavolo interistituzionale permanente con Governo, Regione, Provincia e rappresentanti del territorio, insieme alla valutazione dell’eventuale ricorso alla golden power e a verifiche di Antitrust e Consob sugli effetti delle operazioni in corso.

Elementi che faranno da base per la stesura di un nuovo testo che, dopo la discussione in aula, passerà dalla conferenza dei capigruppo per essere poi sottoposto al voto. L’obiettivo è raccogliere anche questa volta una posizione unitaria dell’intero consiglio comunale.

Ed è proprio alla vigilia della seduta che le forze politiche tornano a fissare le proprie posizioni. Per il Partito Democratico senese, il consiglio deve rappresentare il momento nel quale Siena stabilisce le proprie condizioni sul futuro della banca, indipendentemente dall’esito delle operazioni societarie in campo. Tra le richieste ci sono la permanenza in città di un vero centro direzionale, la tutela dell’occupazione e dell’indotto, il mantenimento dell’accesso al credito per famiglie e imprese e la salvaguardia del marchio, dell’identità e dell’unitarietà di Mps. Il Pd chiede inoltre al Governo di valutare l’eventuale sussistenza dei presupposti per l’esercizio della golden power.

Sulla stessa necessità di ottenere garanzie insiste Futuro Nazionale. “La contesa su Monte dei Paschi riguarda ormai interessi che vanno ben oltre Siena”, affermano Michela Guerrini, responsabile provinciale dei comitati di Futuro Nazionale, e il consigliere comunale Maria Antonietta Campolo. Secondo le due esponenti, “non basta mantenere una sede simbolica a Rocca Salimbeni: servono garanzie vincolanti su direzione e funzioni decisionali, occupazione, filiali e credito a famiglie e imprese”. Il giudizio riguarda anche le diverse soluzioni sul tavolo: viene bocciata l’ipotesi di uno scorporo di Mps, mentre sulla proposta Lovaglio, pur riconoscendole l’obiettivo di preservare l’autonomia della banca, Futuro Nazionale ritiene che non possa esserci una “delega in bianco”.

Intanto la partita finanziaria continua a muoversi. Secondo fonti al lavoro sul dossier, le interlocuzioni tra Consob e Intesa Sanpaolo sull’Opas sono considerate “fisiologiche” e improntate alla “massima trasparenza e collaborazione” e non dovrebbero rallentare il processo in corso. Intesa risponderà ai chiarimenti richiesti con l’obiettivo di arrivare all’approvazione del documento di offerta nei tempi programmati. Secondo le stesse fonti, l’Opas potrebbe quindi procedere regolarmente e senza interferenze da parte delle due Ops annunciate da Mps, che necessitano dell’autorizzazione dell’assemblea della banca.

Marco Crimi