Le parole di Carlo Cimbri sul futuro del Monte dei Paschi rappresentano “un passo avanti di apertura al riconoscimento dell’integrità della banca” e possono portare all’apertura di un tavolo di discussione. È la posizione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani dopo l’intervista rilasciata dal presidente di Unipol al Sole 24 Ore, nella quale Cimbri ha indicato Mps come futura capofila del secondo polo bancario nazionale, mantenendo a Siena la sede centrale.
“Le parole di Cimbri sono un’apertura che può portare a un tavolo di discussione”, afferma Giani. Il governatore torna quindi sul rapporto tra il Monte e la Toscana, sottolineando come le vicende della banca siano particolarmente sentite perché “il Monte appartiene al Dna di una regione che ha sempre vissuto la banca non per la componente finanziaria ma per l’impatto sul territorio”.
Un legame che Giani fa risalire alla storia stessa dell’istituto, nato nel 1472 e cresciuto, ricorda, come realtà “al servizio della crescita economica dell’area”. Un ruolo che, secondo il presidente toscano, sarebbe stato messo in discussione nelle fasi in cui Mps si è spinta maggiormente sul terreno della finanza, dagli accorpamenti con Banca 121 e Antonveneta fino alla più recente operazione Mediobanca.
Al centro resta dunque l’identità del Monte. Per Giani significa considerare “l’attività bancaria come uno strumento di crescita per la regione, Siena e i territori circostanti”, mantenendo un modello nel quale nel rapporto con il cliente prevalga “il rapporto umano e non l’algoritmo”. A questo si aggiunge il valore della presenza capillare dell’istituto, non soltanto in Toscana ma anche nel Centro e nel Sud Italia.
In questa prospettiva Giani rivendica anche la scelta di non arrivare all’incorporazione di Mps in UniCredit nel 2022. “Una sfida che abbiamo vinto”, sostiene, ricordando il successivo percorso di risanamento della banca grazie alla sua struttura e ai manager che l’hanno guidata.
Ma nella partita che si sta giocando oggi, per il governatore, il principio da salvaguardare rimane lo stesso indipendentemente dal vincitore: sia che prevalga il progetto Intesa Sanpaolo-Unipol, sia che Luigi Lovaglio riesca a portare avanti la propria strategia attraverso le offerte su Banco Bpm e Banca Generali.
Giani pone infine sul tavolo un altro tema: il futuro della Fondazione Mps, che definisce oggi “scarsamente capitalizzata”. Secondo il presidente della Regione, proprio il riassetto in corso potrebbe diventare l’occasione per rafforzarla.
“Questa deve essere l’occasione, che si tratti del piano di Lovaglio o di quello di Intesa Sanpaolo-Unipol, per trovare un modo per capitalizzare l’ente con un passaggio di quote”, conclude Giani. L’obiettivo sarebbe aumentare le risorse a disposizione della Fondazione e, di conseguenza, quelle da distribuire sul territorio.