Nessun licenziamento immediato e una nuova trattativa fissata per il 26 maggio a Firenze. È il primo risultato concreto emerso dal tavolo istituzionale sulla vertenza Logimer/Acqua & Sapone che mette a rischio il futuro del sito produttivo di Piancastagnaio e di 56 lavoratori. Al termine dell’incontro, Comune, Regione Toscana, Provincia, sindaci dell’Amiata e sindacati hanno ottenuto dall’azienda l’impegno a non procedere con atti unilaterali fino al prossimo confronto.
Il Comune di Piancastagnaio, in una nota, parla di una partita che va oltre la singola crisi aziendale: “Non è in gioco soltanto un numero di posti di lavoro, ma la tenuta produttiva di un territorio che non può permettersi ulteriori perdite occupazionali”.
Sul tavolo restano tre obiettivi: ricollocazioni sostenibili, gestione dei lavoratori vicini alla pensione e soprattutto reindustrializzazione del sito. Regione ed enti locali stanno infatti lavorando alla costruzione di una “dote” di incentivi, formazione e strumenti per attrarre un nuovo investitore. “Le strutture restano disponibili e non intendiamo che rimangano vuote”, spiegano dal Comune.
Molto critico il giudizio dei sindacati sulle proposte avanzate dall’azienda. “Sono tornati con offerte ancora più assurde rispetto a prima”, attacca Gianluca Scartoni della Filcams Cgil Siena. Tra le ipotesi di ricollocazione sarebbero stati indicati anche trasferimenti in altre aziende e sedi molto lontane dal Monte Amiata. “Dire che una persona può essere trasferita a due ore di macchina è una presa in giro”, sostiene il sindacalista.
Secondo Scartoni eventuali trasferimenti dovrebbero restare “una scelta volontaria del lavoratore” e non diventare la soluzione principale alla crisi. La priorità, ribadisce la Cgil, resta il futuro produttivo del sito di Piancastagnaio: “Le persone devono andare al lavoro con l’idea di costruire qualcosa, non semplicemente svuotare i magazzini”.
Per il momento lo sciopero è stato sospeso e il clima sembra leggermente più disteso. “Se si continua a lavorare normalmente e si apre una trattativa vera – conclude Scartoni – proveremo ad aspettare le prossime date senza accendere ulteriormente le tensioni”.
“Il confronto prosegue – spiega Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani – il tema ora è capire come l’azienda favorisce il processo di reindustrializzazione, e cioè il passaggio di mano a un soggetto che assicuri continuità economico produttiva e occupazionale a quel sito. Su questo punto – continua il consigliere del presidente Giani – si è discusso a lungo e in preparazione del prossimo tavolo, fissato il 26 maggio, abbiamo ritenuto di convocare un incontro ristretto tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali proprio sulla reindustrializzazione, anche per discutere su come ciascuna delle parti al tavolo può aiutare e favorire questo percorso e degli strumenti pubblici a supporto”.
La proposta della Regione, con cui si è con conclusa la riunione del tavolo, è che di qui al 26 maggio “non vi siano atti unilaterali da parte dell’azienda e che vi sia anche un riconoscimento della dignità degli occupati portando lavoro sul sito e consentendo alle persone di lavorare in queste settimane”.
MC