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Università di Siena, utile in crescita: 8,6 milioni nel 2025. Ma calano le immatricolazioni

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Un utile in crescita e conti in equilibrio, ma con meno studenti rispetto all’anno precedente.

È un quadro articolato quello che emerge dal bilancio 2025 dell’Università di Siena, approvato dal consiglio di amministrazione e presentato dal rettore Roberto Di Pietra insieme al vertice dell’ateneo.

Il risultato economico si attesta a 8,6 milioni di euro, in aumento rispetto ai 6,7 milioni del 2024. “Il risultato conferma la capacità di mantenere un equilibrio complessivo della gestione”, ha spiegato il rettore, sottolineando però come una parte dell’utile sia vincolata, riducendo i margini per nuove politiche di sviluppo e rendendo necessario rafforzare le entrate alternative, a partire da bandi competitivi e attività conto terzi.

Il sistema di finanziamento resta basato in larga parte sui trasferimenti pubblici, che nel 2025 superano i 150 milioni di euro. Il Fondo di finanziamento ordinario cresce fino a 104,9 milioni, anche grazie al meccanismo di salvaguardia definito in sede Crui.

Restano invece sostanzialmente stabili i proventi della didattica, pari a circa 25,7 milioni. Proprio il numero degli studenti incide su queste voci e, sul fronte delle iscrizioni, si registra un calo: per l’anno accademico 2025-2026 le immatricolazioni e le iscrizioni al primo anno sono 4.351, contro le 4.583 dell’anno precedente. “Circa 200 studenti in meno, concentrati nei corsi affini a Medicina per effetto del semestre filtro”, ha spiegato Di Pietra, ricordando comunque che il dato resta superiore a quello del 2023-2024.

Sul versante dei costi cresce ancora la spesa per il personale, che raggiunge i 117 milioni di euro, di cui quasi 100 a carico diretto dell’Ateneo. Una dinamica legata agli adeguamenti retributivi e alle politiche di reclutamento, definita strutturale e difficilmente comprimibile.

Resta stabile l’impegno per il diritto allo studio e i servizi agli studenti, con contribuzione ferma sotto il 20% da oltre cinque anni. Sul piano finanziario, infine, l’Università presenta disponibilità liquide pari a 142 milioni di euro, in aumento di oltre 30 milioni, e un miglioramento nei tempi di pagamento, con un indicatore a -10,4 giorni. Un quadro che, pur in un contesto complesso, conferma la tenuta dell’Ateneo e la necessità di consolidare le prospettive di sviluppo.

Marco Crimi