Punti nascita, Tucci: “Campostaggia può restare aperti. A lavoro per una struttura interaziendale Asl-Scotte”

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Campostaggia potrebbe restare aperto e funzionante nei prossimi mesi nonostante il parere negativo del Comitato Percorso Nascita nazionale. A indicare questo scenario è Enrico Tucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sanità, che apre alla possibilità di una soluzione organizzativa tra Asl Toscana Sud Est e Azienda ospedaliero-universitaria Senese per mantenere in Valdelsa i parti a basso rischio e concentrare quelli più complessi alle Scotte.

“Avremo un dialogo serrato tra Ministero e Regione – afferma Tucci – che potrebbe proporre la creazione di una struttura funzionale interaziendale, tra Asl e Azienda Ospedaliera Universitaria, che possa garantire nella massima sicurezza i parti normali anche in Valdelsa e quelli a rischio alle Scotte. Noi ci dichiariamo favorevoli a una simile soluzione”.

Il punto nascita di Campostaggia resta però, secondo Tucci, quello nella situazione più delicata. Nel 2025 sono stati registrati 464 parti e la tendenza indicata per il 2026 sarebbe in diminuzione. A pesare nella valutazione anche la vicinanza con l’ospedale senese. Il Comitato nazionale ha infatti escluso la deroga e indicato la chiusura del presidio.

Una situazione diversa rispetto agli altri due punti nascita esaminati. Per Nottola è stata concessa una deroga di dodici mesi. Tucci ritiene che il presidio di Montepulciano, nonostante poco più di 400 parti all’anno, possa continuare “di deroga in deroga”, considerato il bacino di oltre 150mila utenti tra Toscana e Umbria e la difficoltà di individuare alternative raggiungibili in tempi ragionevoli.

Per Montevarchi, invece, il Comitato ha disposto un monitoraggio di sei mesi. Secondo il vicepresidente della Commissione Sanità, il punto nascita ha già raggiunto circa 300 parti nell’anno in corso e potrebbe arrivare alla soglia dei 500 nel 2027, superando così il problema della deroga.

Tucci richiama però l’attenzione anche sulle Scotte di Siena. Per un punto nascita di secondo livello dotato di Terapia Intensiva Neonatale, ricorda, i parametri prevedono almeno mille parti annui. Nel 2025 all’ospedale senese ne sarebbero stati registrati 809, con una tendenza in diminuzione anche nel 2026.

Per il consigliere regionale il problema, quindi, non riguarda soltanto Campostaggia. Le regole attuali risalgono all’Accordo Stato-Regioni del 2010 e al decreto ministeriale del 2015, mentre nel frattempo il quadro demografico italiano è profondamente cambiato.

“A fronte delle valutazioni tecniche – conclude Tucci – la politica deve dare risposte di buon senso e coerenti con il contesto in cui si opera”. Da qui l’apertura a un modello integrato tra Campostaggia e le Scotte che possa mantenere un presidio per le nascite in Valdelsa senza rinunciare agli standard di sicurezza previsti per i casi più complessi.