Liste d’attesa fino a otto mesi, Pronto Soccorso sotto pressione, carenza di personale e il caso della Tossicologia Forense. Cisl e Usb accendono insieme i riflettori sulle criticità della sanità senese e chiedono interventi strutturali su territorio e Scotte.
Per la Cisl di Siena il punto di partenza è la difficoltà di accesso alle cure. Il segretario generale Riccardo Pucci parla di tempi di attesa che, in alcuni casi, arrivano da quattro a otto mesi e che finiscono per spingere chi può permetterselo verso il privato. “La lista d’attesa è diventata una vera e propria tassa occulta a carico dei cittadini più fragili e dei lavoratori precari”, afferma. Il sindacato chiede quindi che Case e Ospedali di Comunità non restino solo strutture sulla carta, ma vengano dotati di personale, orari adeguati e funzioni reali, soprattutto in territori come Valdelsa, Amiata e Val di Chiana.
La Cisl concentra poi l’attenzione sulle Scotte e sul Laboratorio di Tossicologia Forense. Secondo il sindacato, dal 15 giugno l’attività risulterebbe ridotta ai soli esami di screening per la mancanza di una figura dirigenziale abilitata alla refertazione. Il trasferimento di alcune analisi verso strutture esterne e laboratori privati, sostiene Pucci, comporterebbe costi evitabili e criticità anche sul piano medico-legale. Per questo la Cisl chiede un cronoprogramma preciso per la nomina del responsabile, il completamento delle certificazioni e il pieno ripristino delle attività.
Sul fronte del personale, Pucci segnala inoltre dimissioni di direttori di struttura complessa e medici altamente specializzati, richieste di mobilità nel comparto e un forte turnover dirigenziale. “Quando mancano programmazione, coinvolgimento del personale e continuità dei percorsi di qualità, si perde il senso di appartenenza e di progetto aziendale”, sottolinea.
A queste criticità si aggiunge ora la denuncia di Usb Pubblico Impiego Sanità Siena, che concentra l’attenzione sul Pronto Soccorso delle Scotte. Secondo i dati Arst riportati dal sindacato, tra il 2023 e il 2025 gli accessi con codici 4 e 5 sono passati da 26.743 a 29.485, con un aumento di 2.742 casi. Usb sottolinea come una quota molto ampia degli accessi sia rappresentata da urgenze minori o non urgenze, segno, secondo il sindacato, di una medicina territoriale che non riesce ad assorbire adeguatamente la domanda.
Il problema, per Usb, si riflette direttamente sul sovraffollamento del Pronto Soccorso. Il sindacato denuncia pazienti costretti a restare per giorni sulle barelle, corridoi trasformati in spazi assistenziali e professionisti sotto pressione. Richiama inoltre un dato strutturale: i posti letto alle Scotte sarebbero passati da circa mille negli anni Novanta agli attuali 625, con un effetto “a imbuto” che rallenta il trasferimento dei pazienti nei reparti e aumenta i tempi di permanenza in emergenza.
Usb critica anche il ricorso a incentivi economici per trattenere o attirare specializzandi in emergenza-urgenza e chiede più assunzioni, posti letto e investimenti sulla medicina territoriale. Il sindacato mette inoltre in guardia dal rischio che Case e Ospedali di Comunità, nati con fondi pubblici, vengano affidati sempre più spesso a soggetti privati per carenza di personale.
Il quadro che emerge dalle due prese di posizione è quindi convergente su un punto: senza un rafforzamento del territorio, del personale e delle funzioni pubbliche, le difficoltà finiscono per scaricarsi tutte sulle Scotte e sui cittadini. Cisl e Usb chiedono per questo un confronto con Azienda e Regione e una programmazione capace di intervenire non solo sulle emergenze, ma sulla struttura complessiva della sanità senese.