Il 7 novembre 1214, dopo una rottura dei patti con Siena, gli uomini di Montalcino rendono le loro testimonianze davanti al Consiglio del Popolo riunito nella chiesa di San Cristoforo. Perché qui, oltre a pregare, si governa. Prima che il Palazzo Pubblico diventasse il centro della vita politica senese, questa chiesa e la piazza davanti alla sua facciata erano luoghi di decisioni, assemblee e giuramenti. La «platea Sancti Christophori», oggi piazza Tolomei, accoglieva nel XII secolo gli atti di sottomissione dei signori del contado: davanti al vescovo, alle autorità comunali e al popolo riunito in assemblea si costruiva il potere di Siena. Non immaginiamola, però, come la vediamo oggi. Gli edifici e gli spazi erano diversi e la stessa chiesa si allungava verso l’attuale Palazzo Tolomei per quasi cinque metri in più. Con il Duecento la funzione pubblica della piazza si attenua, mentre acquista rilievo San Cristoforo, sede del Consiglio del Popolo, detto anche della Campana. Ed è qui che la tradizione ambienta alcuni degli episodi più celebri legati a Montaperti: l’arrivo dei superbi ambasciatori fiorentini, la decisione di affrontare la guerra, il carretto carico di denaro dei Salimbeni per finanziare le milizie. E poi, dopo la vittoria, il bottino e gli ambasciatori ricondotti in città , questa volta prigionieri.
Maura Martellucci