Addio a Vittorio Frescobaldi, il marchese che portò il vino toscano nel mondo

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Sette secoli di tradizione alle spalle e lo sguardo rivolto ai mercati del mondo. È stato uno degli uomini che hanno accompagnato il vino toscano nella modernità Vittorio Frescobaldi, morto a 97 anni. Marchese, Cavaliere del Lavoro e protagonista della storia recente dell’enologia italiana, ha contribuito in maniera decisiva alla crescita e all’affermazione internazionale del settore vitivinicolo toscano.

Esponente di una famiglia legata alla produzione del vino da oltre 700 anni, Frescobaldi ha guidato la storica azienda insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo, interpretando le trasformazioni del comparto e puntando sull’apertura ai mercati esteri e sulla valorizzazione delle diverse identità territoriali della Toscana. Negli ultimi anni aveva affidato la guida dell’azienda al figlio Lamberto, oggi presidente dell’Unione italiana vini.

A ricordarne il ruolo è Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, che parla di “una grave perdita per tutto il mondo del vino toscano”. Frescobaldi, sottolinea Busi, è stato protagonista “di una stagione decisiva per la crescita e il riconoscimento della nostra viticoltura”, contribuendo al prestigio raggiunto oggi dai vini toscani in Italia e all’estero.

Cordoglio anche da Confagricoltura, di cui Frescobaldi era stato vicepresidente dal 1986 al 1990. Il presidente Massimiliano Giansanti ricorda soprattutto la capacità dell’imprenditore di intuire già negli anni Novanta l’importanza dei mercati internazionali e del legame tra vino e territorio. “Se tutto il mondo associa territori come quello di Montalcino e Bolgheri all’eccellenza dell’enologia italiana – afferma – lo dobbiamo anche al marchese Frescobaldi”.

Anche Unione italiana vini lo ricorda come un punto di riferimento per l’intero settore e come uno degli artefici della crescita dell’enologia toscana. Una storia imprenditoriale che ha tenuto insieme tradizione familiare, territorio e apertura internazionale, lasciando poi il testimone al figlio Lamberto.

“Un sentimento di profondo cordoglio e di immensa riconoscenza è quello con cui salutiamo Vittorio Frescobaldi, il patriarca di una famiglia che è parte dell’identità toscana come pochissime altre nella storia”.

Così il presidente Eugenio Giani.

“Cavaliere del Lavoro e protagonista dell’evoluzione del settore del vino, Frescobaldi ha contribuito a portare il nome della Toscana nel mondo con autorevolezza e prestigio. La sua scomparsa priva la nostra regione di una personalità che ha incarnato l’eccellenza, la cura dei territori e la capacità di interpretare il futuro con lungimiranza. Alla famiglia, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso di qualità e dedizione, la Toscana rivolge il proprio cordoglio nel ricordo di un uomo che ha rappresentato un pilastro per la nostra terra”.

A unirsi al cordoglio per la scomparsa di Vittorio Frescobaldi sono anche i consorzi delle grandi denominazioni senesi. Il Consorzio del Brunello di Montalcino lo ricorda come “imprenditore e visionario del vino toscano”, sottolineando il suo legame con Montalcino, iniziato nel 1989 con l’arrivo di Castel Giocondo. Un investimento che, secondo il Consorzio, contribuì alla crescita della denominazione e alla sua apertura internazionale.

Cordoglio anche dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, che definisce Frescobaldi “un autentico ambasciatore della cultura vitivinicola italiana”, capace di coniugare tradizione e innovazione. Il Consorzio ricorda inoltre il forte legame costruito negli anni dalla famiglia Frescobaldi con il territorio di Montepulciano e il contributo alla valorizzazione di una delle principali aree enologiche della Toscana.