Enter your email address below and subscribe to our newsletter

truffa-avvocati

Aggressione in centro, il racconto della vittima: “Sputi e minacce per una tessera sanitaria. Presento denuncia”

Condividi su

Presenterà denuncia in Questura nel pomeriggio Paolo Mancini, dopo aver raccontato sui social di essere stato vittima di un’aggressione verbale nelle prime ore di questa mattina nel centro storico di Siena. Lo ha confermato lo stesso Mancini, spiegando che nel pomeriggio formalizzerà l’accaduto alle forze dell’ordine.

Secondo il suo racconto, l’episodio sarebbe avvenuto intorno alle 5.45 tra via Sant’Agata e l’inizio di via San Pietro, in prossimità della mensa universitaria.

“Sono stato avvicinato da due immigrati, come loro stessi hanno dichiarato apertamente, che mi hanno chiesto la tessera sanitaria per comprare le sigarette: ‘Tu dammi la tessera sanitaria e comprami le sigarette'”, si legge in un post.

Mancini ha raccontato  di aver rifiutato la richiesta. “Ho risposto che non l’avevo con me e che, comunque, non l’avrei mai consegnata a due sconosciuti e che non gli avrei certo comprato le sigarette”.

Da quel momento, sempre secondo quanto riferito nel post, la situazione sarebbe degenerata. “Sono partite urla in faccia, sputi e pesanti insulti. Hanno iniziato a inveire contro di me, tirando in ballo Meloni e il tema della remigrazione, affermando che Siena è casa loro e che noi italiani dovremmo soccombere a loro”.

Mancini sostiene inoltre di essere stato seguito mentre cercava di allontanarsi. “Hanno continuato a seguirmi, insultandomi e arrivando perfino a dirmi che mi avrebbero ‘pisciato in bocca’. Presenti anche testimoni che hanno sentito gli insulti e hanno visto la scena”.

Nel post aggiunge di aver scelto di non reagire. La tentazione, ha spiegato, “c’è stata, ma ho pensato alle conseguenze e ho preferito allontanarmi. Quello che mi ha fatto più paura è stato l’odio che è montato dentro come poche volte mi è accaduto e quello che mi avrebbe potuto portare a fare”.

Mancini ha precisato inoltre che”i miei aggressori non erano in stato di alterazione, non puzzavano di alcol e non tentennavano”.

Il post si è concluso con una riflessione: “Questo è ciò che mi è accaduto. Non è un’opinione, è un fatto. Fermo restando alle mie idee sull’immigrazione, credo che pretendere di poter camminare per la propria città senza essere aggrediti, minacciati e sputati addosso non sia razzismo. È il minimo che ogni cittadino dovrebbe poter pretendere”.