Il Comune di Siena dice stop alla vendita immediata dell’autostazione di via Santa Caterina a Firenze e chiede un periodo sperimentale di almeno tre-sei mesi prima di qualsiasi decisione irreversibile. L’amministrazione senese vuole verificare sul campo se lo spostamento dei bus al terminal Vittorio Veneto crei disagi reali per i passeggeri della Toscana meridionale.
Lo ha affermato chiaramente il vicesindaco Michele Capitani, assessore alla mobilità, rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione dei consiglieri di Forza Italia – Udc – Nuovo Psi, Lorenza Bondi e Marco Falorni. “Le procedure di alienazione non sono state ancora attivate, in quanto è tuttora in corso l’istruttoria di competenza regionale”, ha spiegato Capitani.
Il Comune di Siena ha espresso formale contrarietà al rilascio immediato dell’autorizzazione alla vendita, dopo aver giudicato insufficiente la documentazione presentata da Autolinee Toscane.Secondo l’amministrazione, l’autostazione di Santa Caterina rappresenta un asset strategico. “Costituisce il principale punto di arrivo per i bus provenienti dalla Toscana del sud, garantendo un accesso diretto alla stazione di Santa Maria Novella. Il 68% dei passeggeri sceglie proprio questa fermata”, ha sottolineato il vicesindaco.
Il trasferimento a Vittorio Veneto obbligherebbe i viaggiatori a prendere la tramvia T1, con disagi soprattutto per anziani, turisti con bagagli e pendolari. “Contestiamo la tesi di Autolinee Toscane secondo cui lo spostamento avrebbe un impatto ‘contenuto’”, ha aggiunto Capitani. “La riduzione stimata del 5% dei passeggeri sulla Siena-Firenze è una valutazione puramente teorica che non considera la saturazione del tram nelle ore di punta e il disagio del cambio mezzo”.
Per questo il Comune chiede alla Regione Toscana:indagini dirette con interviste ai passeggeri delle linee 131/131R e 50G; analisi più approfondite sugli effetti reali sui tempi di viaggio; un periodo sperimentale di 3-6 mesi con i bus attestati a Vittorio Veneto, ma mantenendo la proprietà dell’immobile, per verificare nella realtà se il nuovo hub regge il traffico.
“Questa simulazione è l’unico modo per validare modelli che ad oggi rimangono puramente teorici”, ha concluso Capitani. La consigliera Lorenza Bondi (Forza Italia) si è detta molto soddisfatta della risposta: “Il Comune di Siena ha bloccato una valutazione troppo frettolosa. Autolinee Toscane non può pensare solo al vantaggio economico: il trasporto pubblico è un servizio essenziale. Se ci saranno disagi, la Regione si assumerà la responsabilità politica”.