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Europe Vaccines Hub, patto con Sanofi e BioNTech contro aviaria e vaiolo delle scimmie

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L’Europa si prepara alle prossime pandemie e i primi risultati si vedono già.

Vaccini più rapidi contro l’influenza aviaria e il vaiolo delle scimmie, partnership con grandi aziende farmaceutiche e scoperte scientifiche concrete: è il bilancio dopo un solo anno di vita dell’European Vaccines Hub, il grande progetto europeo nato per non farci trovare mai più impreparati.

Dal 19 al 21 maggio oltre 110 esperti si sono riuniti all’Università di Marburgo, in Germania, per la riunione annuale del progetto. Lanciato nel marzo 2025 con quasi 102 milioni di euro di fondi europei, l’European Vaccines Hub vuole creare una vera e propria “squadra d’emergenza” per sviluppare vaccini in tempi rapidi quando scoppia una nuova crisi sanitaria.

L’Italia ha un ruolo da protagonista. Il progetto è coordinato dalla Sclavo Vaccines Association di Siena, mentre la Fondazione Biotecnopolo di Siena guida la parte più importante: la ricerca e la scoperta di nuovi vaccini e anticorpi. Il professor Rino Rappuoli, direttore scientifico del Biotecnopolo, è il coordinatore scientifico di tutto l’Hub.Nel primo anno di attività sono già arrivati risultati concreti:È stata avviata una collaborazione con l’azienda Sanofi per sviluppare un nuovo vaccino contro l’influenza aviaria (H5N1), il virus che da tempo preoccupa gli scienziati.

Sono in corso colloqui avanzati con BioNTech per un vaccino contro il vaiolo delle scimmie. I ricercatori del Biotecnopolo hanno isolato anticorpi capaci di neutralizzare il vaiolo delle scimmie e stanno usando l’intelligenza artificiale per scoprire nuovi bersagli per i vaccini futuri.

Sono inoltre partiti studi sulle difese immunitarie a lungo termine e sono in preparazione nuove sperimentazioni per il 2026.In pratica l’Europa sta costruendo una catena completa – dalla ricerca iniziale fino alla produzione – per essere molto più veloce di quanto è successo durante il Covid-19.Il progetto coinvolge centri di eccellenza di sette Paesi europei e ha un costo totale di circa 170 milioni di euro. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: quando arriverà la prossima minaccia, i vaccini dovranno essere pronti in tempi molto più brevi.