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Beko, i sindacati dopo la pubblicazione del bando: “Ora pancia a terra per salvare il sito”

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I sindacati accolgono con favore la pubblicazione del bando Invitalia per l’ex Beko di Siena, ma avvertono: il vero banco di prova sarà capire entro fine giugno se esistono davvero investitori pronti a scommettere sul sito produttivo di viale Toselli.

Per Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil Siena, il bando rappresenta “un ulteriore passo importante” verso l’individuazione del soggetto reindustrializzatore e dimostra come il ruolo diretto dello Stato sia decisivo nelle crisi industriali. La sindacalista sottolinea anche la rapidità dell’iter rispetto ad altre vertenze nazionali e definisce “attrattivo” il canone previsto per favorire l’arrivo di nuovi investitori.

Miniero guarda già al prossimo tavolo ministeriale previsto per settembre, quando – spiega – sarà necessario discutere non solo del nome del reindustrializzatore, ma soprattutto del piano industriale per il rilancio del sito. “Questa vertenza dimostra che non si può lasciare tutto alle logiche del mercato e del profitto”, afferma.

Sulla stessa linea Giuseppe Cesarano della Fim Cisl Siena, che definisce il bando “quello che aspettavamo”. Per il sindacalista, adesso la priorità è trovare “un investitore serio” capace di garantire prospettive industriali e occupazionali al territorio senese. “Siena non vive solo di turismo, ha bisogno anche di industria”, sottolinea Cesarano, chiedendo di accelerare il lavoro per arrivare entro l’autunno all’individuazione del soggetto industriale interessato al rilancio dell’area.

Più prudente ma comunque positivo il commento di Massimo Martini della Uilm Uil Siena. Per il sindacalista, il bando “dà sostanza” agli impegni annunciati nei mesi scorsi e costringe ora eventuali soggetti interessati a formalizzare concretamente il proprio interesse. Martini evidenzia però che il percorso non è ancora vincolante e che sarà importante capire quali aziende risponderanno all’avviso pubblicato da Invitalia.

MC