Booking finisce sotto indagine Ue, Assoutenti: “Sotto esame finti profili di Siena che vendono case fantasma a Roma”

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Siena finisce tra i casi citati da Assoutenti dopo l’apertura dell’indagine della Commissione europea su Booking.com. L’associazione dei consumatori richiama le truffe delle case fantasma, parlando espressamente di “finti profili a Siena per case fantasma a Roma”.

Una dinamica che richiama da vicino la vicenda del Castello di Selvole, a Castelnuovo Berardenga(link qui)s: il profilo Booking dell’agriturismo sarebbe stato sottratto ai gestori e utilizzato per pubblicizzare un appartamento inesistente nella capitale, provocando cancellazioni di prenotazioni e danni economici stimati in 150mila euro.

Il riferimento al nostro territorio arriva mentre Bruxelles ha avviato un procedimento formale per verificare se Booking.com abbia violato il Digital Services Act, la normativa europea che disciplina gli obblighi delle grandi piattaforme digitali. Sotto la lente della Commissione finiscono gli annunci fraudolenti, le truffe informatiche legate alle prenotazioni e la trasparenza delle inserzioni sponsorizzate.

A intervenire è il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, che accoglie favorevolmente l’iniziativa europea. “L’indagine europea su Booking contribuirà a fare chiarezza non solo sull’efficacia dei sistemi di verifica e controllo sugli annunci fraudolenti, ma anche sulla riconoscibilità degli annunci sponsorizzati che possono sviare le scelte dei consumatori”, afferma Melluso.

“La sicurezza delle prenotazioni online deve diventare una priorità: più controlli, maggiore trasparenza e responsabilità concrete delle piattaforme sono essenziali per proteggere i consumatori”.

L’associazione ricorda un’estate segnata da numerosi raggiri ai danni dei turisti. Tra le situazioni richiamat figurano appunto i falsi profili riconducibili a Siena, utilizzati per proporre case fantasma a Roma.

Una descrizione, si diceva, che presenta forti analogie con quanto denunciato dai gestori del Castello di Selvole, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Guido Busetto e la moglie Nobuko avevano scoperto che il profilo della loro struttura ricettiva sulla piattaforma era stato utilizzato per pubblicizzare un appartamento nei pressi del Colosseo.

I gestori avevano denunciato anche la cancellazione di prenotazioni autentiche e richieste di commissioni per circa 120mila euro, quantificando in circa 150mila euro il danno economico complessivo.

L’indagine della Commissione europea si concentrerà innanzitutto sulla presenza di annunci falsi o irregolari. Bruxelles vuole verificare se Booking abbia valutato correttamente i rischi legati alla pubblicazione di offerte per strutture inesistenti, annunci riconducibili a false identità e sistemazioni non conformi alle regole.

Il secondo capitolo riguarda il phishing, cioè i tentativi di truffa attraverso messaggi che sembrano provenire da interlocutori affidabili e che invitano gli utenti a comunicare dati personali o bancari.

In particolare, la Commissione esaminerà il modo in cui vengono condivisi i dati delle prenotazioni e degli ospiti con le strutture ricettive, oltre al funzionamento del sistema di messaggistica di Booking.

Secondo Assoutenti, tra i raggiri più diffusi ci sono proprio i messaggi che utilizzano informazioni autentiche sulle prenotazioni per convincere i turisti a inserire nuovamente i dati di pagamento attraverso collegamenti esterni, spesso con il pretesto di presunte anomalie nelle transazioni.

Il terzo fronte dell’inchiesta europea riguarda invece gli annunci sponsorizzati.

Le strutture ricettive possono ottenere maggiore visibilità nei risultati di ricerca pagando commissioni più elevate alla piattaforma. La Commissione vuole accertare se gli utenti siano messi nelle condizioni di riconoscere chiaramente queste inserzioni come pubblicità.

Il consumatore, secondo le regole europee, deve poter capire se una struttura compare tra i primi risultati perché corrisponde ai criteri della ricerca oppure perché ha pagato per ottenere una posizione migliore.

Bruxelles proseguirà adesso gli accertamenti attraverso l’acquisizione di documenti, richieste di informazioni e possibili ispezioni. Potrà anche adottare misure provvisorie o accettare impegni proposti dalla società per risolvere le criticità individuate.

L’apertura del procedimento non costituisce un accertamento di responsabilità né anticipa l’esito dell’indagine.

Marco Crimi