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Boris Berman, la leggenda del pianoforte torna a Primavera Chigiana

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Primavera Chigiana 2026 prosegue mercoledì 17 giugno alle ore 19.30, nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, con il ritorno a Siena di Boris Berman, tra le più autorevoli figure della scena pianistica internazionale e tra gli interpreti e i pedagoghi più influenti della sua generazione.

Dopo il memorabile recital del giugno scorso, in cui le atmosfere della Ville Lumière evocate da Claude Debussy si confrontavano con la visionaria ricerca sonora delle Sonatas and Interludes per pianoforte preparato di John Cage, Berman torna alla Chigiana con un nuovo itinerario, incentrato sul dialogo tra due vertici assoluti della musica europea: da un lato ancora Claude Debussy, presenza costante del suo percorso artistico, dall’altro Wolfgang Amadeus Mozart, riferimento imprescindibile della classicità viennese e dell’intera storia della musica.Un incontro tra mondi solo in apparenza lontani.

Da Mozart – la limpidezza formale, l’equilibrio architettonico, quel canto che sotto la perfezione cristallina nasconde sempre un’ombra, un presagio, una malinconia improvvisa – a Debussy, maestro del timbro e del colore, che dissolve le forme classiche in una pittura di luci e risonanze, facendo del pianoforte una tavolozza di vibrazioni e silenzi. Tra i due poli non c’è frattura, ma una sottile linea di continuità: entrambi cercano, in modi opposti, la massima eloquenza con la massima economia di mezzi; entrambi affidano al suono – alla sua qualità, al suo peso, al suo respiro – il cuore del discorso musicale.

Nelle mani di un interprete come Berman, capace di unire il rigore dello studioso alla libertà del grande concertista, questo accostamento diventa un viaggio nel cuore della tradizione pianistica europea: due linguaggi che si illuminano a vicenda, rivelando quanto la classicità sia già abitata dalla modernità, e quanto la modernità affondi le proprie radici nella classicità.Un dialogo tra la chiarezza formale e l’eleganza della classicità mozartiana e la modernità timbrica dei Préludes di Debussy, affidato all’accostamento della Sonata in do maggiore K. 330 alle celebri pagine del compositore francese. Alla luminosa misura mozartiana – quel canto che sotto la perfezione cristallina cela sempre un’ombra, un presagio, una grazia malinconica – rispondono le iridescenze timbriche dei Préludes, in cui Debussy trasforma il pianoforte in una tavolozza di luci, risonanze e silenzi, dissolvendo la forma in pura evocazione. Un percorso che attraversa oltre un secolo di storia della musica pianistica, rivelandone al tempo stesso le trasformazioni e le segrete continuità, e che offre a Berman l’occasione di mettere ancora una volta in luce la profondità della sua visione interpretativa e la finezza della sua sensibilità stilistica.

Il concerto segna un nuovo, importante appuntamento nel percorso artistico che lega il Maestro all’Accademia Musicale Chigiana, dove Berman è presente anche in qualità di docente nell’ambito del Chigiana Global Academy Program (C-GAP), a conferma di una relazione consolidata nel tempo tra attività concertistica e alta formazione musicale.La sua presenza a Palazzo Chigi Saracini si iscrive idealmente in una delle più luminose tradizioni dell’Accademia: quella del grande pianoforte. Fin dalle origini, la Chigiana è stata un punto di riferimento per i massimi interpreti dello strumento – da Alfred Cortot, presenza prediletta del Conte Guido Chigi Saracini, ad Arturo Benedetti Michelangeli, le cui leggendarie classi di perfezionamento senesi formarono intere generazioni di pianisti, fino a Maurizio Pollini, che proprio a quelle classi si accostò da giovane -, in una linea che attraversa tutto il Novecento e giunge viva fino a oggi, custodita tra gli altri da Lilya Zilberstein, da molti anni titolare del corso di alto perfezionamento pianistico della Summer Academy. È in questa eredità, fatta di rigore, ricerca del suono e trasmissione del sapere, che si inserisce naturalmente la figura di Berman: interprete e pedagogo che incarna, come pochi, l’unione tra la grande tradizione esecutiva e la più alta formazione.

Artista di statura internazionale, attivo in oltre cinquanta paesi e ospite delle più prestigiose orchestre e istituzioni musicali del mondo, Boris Berman ha costruito una carriera che unisce concertismo, didattica e ricerca musicologica. Docente alla School of Music dell’Università di Yale, dove dirige il Dipartimento di Pianoforte, è universalmente riconosciuto come uno dei grandi riferimenti dell’interpretazione pianistica e della formazione delle nuove generazioni di musicisti.La sua presenza a Siena si inserisce pienamente nello spirito della Chigiana, che da sempre promuove il dialogo tra maestri affermati e giovani interpreti, tra tradizione e contemporaneità, in un contesto di altissima vitalità artistica e di costante apertura internazionale.

Informazioni e biglietti presso la biglietteria di Palazzo Chigi Saracini: 0577 220922 – biglietteria@chigiana.org