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Caso Esselunga: il gup decide a fine settembre, due anni dopo il sequestro del cantiere

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La data da segnare adesso è una sola: 30 settembre.

Sarà allora che il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Siena, Eleonora Pezzoli, dovrà decidere se mandare a processo oppure pronunciare il non luogo a procedere per gli otto indagati coinvolti nell’inchiesta sul supermercato Esselunga di via Massetana Romana, il cui cantiere è sotto sequestro da quasi due anni.

Nell’udienza preliminare di questa mattina si è andati avanti con la discussione delle difese, tutte orientate a chiedere il proscioglimento dei rispettivi assistiti rispetto alle contestazioni formulate dalla procura. Il pm Siro De Flammineis, invece, ha già richiesto il rinvio a giudizio per ipotesi che, a vario titolo, riguardano lottizzazione abusiva, abuso edilizio in area vincolata, violazioni paesaggistiche, false attestazioni e falso ideologico in atto pubblico.

Il passaggio più rilevante della mattinata è stato sul piano tecnico-probatorio. Il giudice ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dall’accusa. Al tempo stesso ha disposto l’acquisizione della relazione tecnica della difesa, che si aggiunge a quella già agli atti prodotta nell’interesse dell’accusa.

Dopo l’estate toccherà alle repliche del pubblico ministero; poi il gup Pezzoli si ritirerà in camera di consiglio per la decisione. È il passaggio che potrebbe imprimere una svolta a una vicenda iniziata con il sequestro del cantiere nel settembre 2024.

Sul piano pratico, in caso di esito favorevole agli indagati, potrebbe aprirsi la strada allo sblocco del cantiere, un’attesa concreta oltre che giudiziaria. Il supermercato avrebbe dovuto aprire nel dicembre 2024, con circa 100 assunzioni già programmate e personale formato.

A distanza di due anni, molti di quei lavoratori hanno nel frattempo trovato un’altra occupazione. Intanto, il cantiere resta fermo. E Siena aspetta.