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Frutti dei Sogni chiude a Sinalunga, rottura al tavolo

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Rottura al tavolo tra Regione Toscana, organizzazioni sindacali e Frutti dei Sogni, azienda del gruppo Fratelli Beretta, dopo la decisione di chiudere lo stabilimento di Sinalunga e trasferire parte delle produzioni in un altro sito toscano, in provincia di Pistoia.

Dopo il confronto in plenaria di martedì 16 giugno, il consigliere regionale per lavoro e crisi aziendali Valerio Fabiani ha parlato di “parziale delocalizzazione”, annunciando la richiesta di verifiche agli organi di Governo competenti. “Vogliamo essere certi che vi sia la massima trasparenza”, ha spiegato Fabiani.

Al centro della rottura anche il tema delle relazioni sindacali. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni di categoria, sarebbero stati raggiunti accordi individuali di conciliazione con i lavoratori senza il coinvolgimento delle sigle sindacali presenti al tavolo.

“Siamo certi che l’azienda, assistita da Confindustria, abbia fatto le cose corrette dal punto di vista normativo, ma non dal punto di vista delle relazioni”, ha commentato Fabiani, sottolineando che anche la Regione, nel frattempo impegnata nel tavolo di crisi, non sarebbe stata informata.

A prendere posizione è anche Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. “È grave la rottura del tavolo di crisi tra le organizzazioni sindacali e l’azienda Frutti dei Sogni, che ha confermato la chiusura dello stabilimento di Sinalunga e il trasferimento di parte delle produzioni in un altro sito della Toscana”, afferma Bezzini. “Una scelta che colpisce un intero territorio”.

Per Bezzini il caso si inserisce in un quadro più ampio di criticità occupazionali nella provincia di Siena. “Come per i magazzini di Acqua & Sapone a Piancastagnaio, non siamo di fronte a un’azienda in difficoltà, ma a una decisione organizzativa assunta da un grande gruppo industriale senza considerare l’impatto sulla tenuta sociale e occupazionale della Valdichiana senese”.

Secondo il capogruppo Pd, “emerge una tendenza che non può essere sottovalutata e che rischia di indebolire il tessuto produttivo e occupazionale della provincia di Siena”.

Fabiani ha poi evidenziato come, a oggi, non risulti possibile mantenere attività produttive a Sinalunga. “Non è stato possibile convincere l’azienda ad alcun ripensamento della scelta fatta e non appare possibile alcuna reindustrializzazione o passaggio di mano, anche per difficoltà legate all’immobile”, ha spiegato.

Bezzini insiste sul tema della responsabilità nei rapporti istituzionali e sindacali. “È ancora più importante che vi siano trasparenza, correttezza e responsabilità verso chi è impegnato nel confronto. L’atteggiamento assunto dall’azienda nei rapporti con le organizzazioni sindacali e con la Regione Toscana desta forte preoccupazione e rende ancora più grave la scelta di non mantenere nemmeno una parte delle produzioni nello stabilimento di Sinalunga”.

Da parte della Regione resta dunque alta l’attenzione sulla vertenza. “Il lavoro delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali merita il massimo sostegno”, conclude Bezzini.