Il caldo corre, la vendemmia pure. Solfanelli(Coldiretti): “Buona qualità delle uve”
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Il caldo ha fatto correre anche le lancette della vendemmia. Nel Senese le forbici sono entrate nelle vigne circa una settimana prima del solito e l’estate arroventata presenta il conto nei tempi e, in parte, nelle quantità. Ma dalle uve arriva una buona notizia: la qualità c’è. È il primo bilancio tracciato da Simone Solfanelli, direttore di Coldiretti Siena, mentre la raccolta è ormai in pieno svolgimento.
“La vendemmia è in pieno svolgimento in questi giorni, abbiamo registrato un anticipo della vendemmia di circa una settimana rispetto ai tempi consueti e questo anticipo è dovuto all’andamento stagionale di quest’estate con punte di calore importanti, un clima particolarmente arroventato”, spiega Solfanelli.
Se il calendario è stato accelerato dalle temperature, sul fronte qualitativo le indicazioni sono positive. “È una vendemmia che ci sta dando soddisfazioni da un punto di vista qualitativo, la qualità delle uve è buona”, sottolinea il direttore di Coldiretti Siena. A favorire la situazione è stato anche l’andamento della primavera, che ha consentito una buona crescita delle piante.
Diverso il quadro per quanto riguarda i volumi. Solfanelli prevede “una piccola diminuzione rispetto ad altre annate”, legata all’andamento della stagione e in particolare alle condizioni di caldo e siccità.
Ma dietro il bilancio della vendemmia 2026 c’è una questione destinata ad andare ben oltre questa annata. Il cambiamento climatico sta modificando anche il modo di lavorare nelle vigne e le aziende hanno già cominciato ad adattarsi.
“Le imprese vitivinicole, le aziende vitivinicole si stanno già attrezzando per affrontare questi cambiamenti climatici, che non sono più un’eccezione, ma stanno diventando la normalità”, afferma Solfanelli.
L’adattamento passa innanzitutto dalle pratiche quotidiane nei vigneti. Il direttore di Coldiretti Siena cita lavorazioni del terreno finalizzate a conservare il più a lungo possibile la risorsa idrica, defogliazioni e particolari tipi di potatura. Interventi pensati per aiutare la vegetazione e la produzione della vite a sopportare condizioni climatiche sempre più difficili.
C’è poi il fronte della ricerca. Solfanelli richiama lo sviluppo di varietà maggiormente resistenti alla siccità e al calore e il tema del miglioramento genetico dei vitigni, proprio nell’ottica di aumentarne la capacità di adattamento al nuovo scenario climatico.
E dal vino all’olio, il caldo lascia ancora la sua firma. Per la prossima raccolta delle olive le prime aspettative di Coldiretti sono orientate verso una produzione nella media e di buona qualità. Un elemento positivo è rappresentato dall’assenza, finora, di attacchi significativi della mosca.
Qualche conseguenza dell’estate, però, si è manifestata. Solfanelli segnala fenomeni di cascola, cioè la caduta anticipata dei frutti, collegati anche “al grande calore, alla siccità che ci ha accompagnato per tutto il corso dell’estate”.
Per un vero bilancio sull’olio, tuttavia, bisognerà aspettare. “È ancora un po’ presto per fare delle previsioni”, precisa Solfanelli. Molto dipenderà dall’andamento meteorologico delle prossime settimane: l’auspicio è quello di precipitazioni nella norma, senza fenomeni estremi.