Indennità di turno durante le ferie e buoni pasto: la UIL apre il fronte con Asl e Scotte. “Meglio un accordo che centinaia di ricorsi”

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Una trattativa subito, prima che siano i tribunali a decidere.

È in sostanza la richiesta della Uil Funzione Pubblica ad Asl e Azienda ospedaliero-universitaria Senese, dopo l’avvio di una campagna rivolta ai lavoratori turnisti per ottenere il riconoscimento dell’indennità di turno durante le ferie e dei buoni pasto. Il sindacato sostiene che le più recenti sentenze della giurisprudenza nazionale ed europea abbiano ormai consolidato questi diritti e invita le aziende sanitarie ad aprire un confronto per evitare un contenzioso che potrebbe coinvolgere migliaia di dipendenti e avere un impatto economico significativo.

L’iniziativa interessa il personale turnista dell’Asl Sud Est e delle Scotte. Secondo la Uil, chi lavora su turni dovrebbe continuare a percepire l’indennità anche durante le ferie retribuite, mentre sul fronte dei buoni pasto il sindacato ritiene che debbano essere riconosciuti quando il turno supera le sei ore e il lavoratore effettua la pausa prevista dalla legge.

“Tutto nasce da un percorso avviato a livello nazionale dalla nostra sigla – spiega Luciano Fedeli, responsabile della sanità Uil Fp Area Vasta Toscana Sud Est -. Oggi esistono numerose sentenze favorevoli, dalla Corte di Cassazione fino alle Corti d’Appello, che rafforzano la posizione dei lavoratori. Per questo abbiamo scritto agli enti locali, all’Asl Toscana Sud Est e all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese chiedendo di aprire una trattativa per riconoscere l’indennità di turno durante il periodo di ferie”.

Fedeli richiama anche la giurisprudenza europea. “Ci sono sentenze della Corte di Giustizia dell’UE, una direttiva comunitaria e decisioni della Corte Costituzionale che affermano un principio chiaro: il lavoratore non deve subire una perdita economica quando è in ferie. Da qui sono derivate le pronunce della Cassazione che oggi rafforzano la posizione dei lavoratori”.

Sul fronte della sanità, aggiunge, “una sentenza della Cassazione del settembre 2025 riferita a infermieri e operatori socio-sanitari apre un fronte nuovo anche per il personale sanitario”.

La Uil, però, sottolinea di non voler arrivare allo scontro giudiziario. “Il nostro obiettivo non è aprire un contenzioso a tutti i costi. Andare in tribunale rappresenta una sconfitta sia per il sindacato sia per gli enti pubblici. Per questo proponiamo una transazione, riconoscendo almeno una o due annualità di indennità di turno e affrontando contestualmente anche il tema dei buoni pasto”.

Per quanto riguarda i ticket mensa, Fedeli ricorda che “esiste già una sentenza della Cassazione che richiama il decreto legislativo 66 del 2003: quando il turno supera le sei ore e il lavoratore effettua la pausa prevista dalla legge, il buono pasto deve essere riconosciuto”.

A spiegare chi riguarda concretamente la campagna è Patrizia Pala, componente della segreteria Uil FP Area Vasta e referente della sanità per la provincia di Siena.

“L’iniziativa coinvolge tutta l’Area Vasta  ed è rivolta ai dipendenti dell’Asl e dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, in particolare ai lavoratori turnisti. Parliamo di personale che, secondo noi, si vede negare alcuni diritti: l’indennità di turno durante le ferie e la possibilità di usufruire del pasto garantito dall’azienda”.

“Per noi è una penalizzazione – aggiunge Pala – perché un dipendente in ferie ha diritto a mantenere lo stesso livello di reddito. Il tema del pasto riguarda soprattutto l’Asl Toscana Sud Est, dove non è presente un servizio mensa nei festivi e nelle ore serali, con un ulteriore aggravio economico per i lavoratori”.

Secondo il segretario generale della Uil FP Area Vasta, Sergio Longhi, la platea interessata è molto ampia. “Nel Senese parliamo di circa 2.500 lavoratori: 1.900 nell’Asl e circa 600 alle Scotte. Al momento abbiamo già raccolto circa 200 istanze complessive tra Grosseto, Arezzo e Siena, ma siamo partiti da pochi giorni e ci aspettiamo una crescita”.

Longhi richiama anche le possibili conseguenze economiche di un eventuale contenzioso. “Una sentenza della Corte d’Appello di Milano è costata al Comune circa 800 mila euro. Se non si trova un accordo, tra arretrati, interessi e spese legali l’impatto potrebbe essere molto rilevante”.

Infine il messaggio del sindacato: “Chi lavora su turni resta turnista anche quando è in ferie. Difendere questi diritti significa tutelare non solo i lavoratori pubblici, ma il mondo del lavoro nel suo complesso”.

Marco Crimi