La storia del pane dalla preistoria al Medioevo: “Panis” arriva al Santa Maria della Scala

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Dalla preistoria al Medioevo, seguendo le tracce di uno degli alimenti più antichi della storia dell’uomo. È il viaggio proposto da “Panis. Storia e archeologia del pane e della panificazione”, il volume di Martina Tapinassi che sarà presentato sabato 3 ottobre alle 17.30 nella sala Sant’Ansano del Santa Maria della Scala.

Pubblicato da Arbor Sapientiae Editore, nella nuova edizione della collana “ArcheoCucina”, il volume si occupa di storia dell’alimentazione e archeologia del cibo, ambiti ai quali dedica da anni attività di ricerca. A dialogare con l’autrice sarà Debora Barbagli per la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala.

L’incontro propone al pubblico un’indagine di particolare interesse storico e antropologico attorno a uno degli alimenti più antichi e significativi della civiltà umana. Attraverso il confronto fra fonti scritte, dati archeologici e testimonianze materiali, il libro ricostruisce la lunga durata del pane non soltanto come nutrimento essenziale, ma come indice di trasformazioni tecniche, assetti economici, pratiche rituali e modelli sociali.

Il percorso si apre dalle più remote attestazioni della lavorazione dei cereali, collocate in età preistorica, quando la macinazione e la cottura di impasti elementari segnano un passaggio decisivo nella relazione fra uomo, ambiente e risorse alimentari. L’analisi attraversa quindi il mondo egizio, dove la fermentazione introduce una svolta fondamenta-le nella qualità e nella cultura della panificazione, per approdare all’universo greco e romano, nel quale il pane assume una definita centralità produttiva, civile e simbolica. Un rilievo particolare è infine riservato al Medioevo, epoca in cui esso si afferma come cardine della dieta europea e come elemento capace di incidere sull’organizzazione del lavoro, sulle normative urbane e sulle gerarchie sociali.

L’iniziativa si inserisce nel programma di attività culturali del Complesso museale Santa Maria della Scala, luogo in cui la riflessione sul patrimonio si apre al confronto fra discipline, tempi storici e forme della memoria materiale. Ingresso libero fino a esaurimento posti.