La Toscana è una delle capitali italiane dell’Intelligenza Artificiale. Con 705 milioni di euro di ricavi e sei soluzioni software dedicate, la regione si conferma terza in Italia per valore economico del settore, alle spalle soltanto di Piemonte e Lombardia. È quanto emerge dall’Italian Tech Landscape 2026, lo studio realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind che fotografa lo stato di salute dell’ecosistema nazionale dell’IA proprio nel giorno dell’Artificial Intelligence Appreciation Day.
A livello nazionale il comparto ha ormai superato la fase sperimentale, raggiungendo 4,1 miliardi di euro di ricavi complessivi e impiegando 22.740 addetti specializzati. Numeri che raccontano un settore sempre più industrializzato e capace di generare un elevato valore aggiunto, con un ricavo medio per singola soluzione di 69,1 milioni di euro e una produttività pari a 179mila euro per dipendente.
Se la Lombardia si conferma il principale laboratorio italiano con 29 soluzioni attive e il Piemonte guida la classifica dei ricavi con 2,29 miliardi di euro, la Toscana consolida il proprio ruolo nel panorama nazionale con il 18,2 per cento del fatturato complessivo del settore.
Lo studio evidenzia però anche una forte concentrazione geografica della ricchezza prodotta dall’Intelligenza Artificiale e alcune criticità che il sistema Paese è chiamato ad affrontare. L’adozione delle nuove tecnologie resta infatti disomogenea tra le piccole e medie imprese, mentre le competenze digitali continuano a crescere più lentamente rispetto alla media europea. Ancora troppo selettivo, inoltre, il passaggio dall’eccellenza della ricerca scientifica alla commercializzazione e alla scalabilità delle piattaforme tecnologiche.
“L’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo radicalmente le regole del modello operativo aziendale, spostando l’asse verso un’organizzazione ibrida in cui la tecnologia amplifica il potenziale umano senza sostituirlo”, spiega Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy. “La vera discriminante competitiva per un’azienda non è più la semplice adozione dell’IA, ma la capacità di governarla e integrarla a fondo nei processi decisionali e operativi, considerandola come una risorsa strategica a tutti gli effetti”.
Secondo lo studio, il prossimo obiettivo strategico per l’Italia dovrà concentrarsi sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale applicata alla manifattura, sulla realizzazione di infrastrutture e modelli sovrani e sull’accelerazione della formazione di nuovi talenti tra le piccole e medie imprese e i poli della ricerca.
“Siamo di fronte a un bivio decisivo per la nostra competitività internazionale – conclude Brigida –. I numeri dimostrano che abbiamo l’infrastruttura, i capitali e i campioni tecnologici per dominare nicchie di mercato globali. Il prossimo passo dovrà essere trasformare l’adozione dell’Intelligenza Artificiale da vantaggio competitivo per pochi a standard operativo per l’intero tessuto industriale italiano”.
Un percorso nel quale la Toscana, almeno per i numeri attuali, si conferma già protagonista.