Mps, Cgil e Cisl contro Coppini: “La Fondazione respinga l’offerta di Intesa”. Allarme per migliaia di posti di lavoro

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La Fisac Cgil e la First Cisl di Siena si schierano contro l’ipotesi di adesione della Fondazione Mps all’Opas di Intesa Sanpaolo e chiedono alla Deputazione di respingere la proposta del presidente Riccardo Coppini. Le due organizzazioni sindacali denunciano i rischi per l’occupazione, per il mantenimento della direzione generale a Siena e per l’autonomia della banca. La Cgil avverte che potrebbero essere migliaia i posti di lavoro a rischio, mentre la Cisl contesta una scelta che ritiene priva di garanzie vincolanti per il futuro del Monte dei Paschi.

“I posti di lavoro a rischio sono migliaia, nel settore e nell’indotto, e noi non siamo disposti a sottacere i rischi reali che l’operazione porta con sé”, afferma la segreteria della Fisac Cgil Siena. Il sindacato ricorda l’intervento pubblico del 2017 e i sacrifici sostenuti dai dipendenti per risanare l’istituto, mettendo in guardia dal rischio di “collettivizzare le perdite e privatizzare i guadagni”.

Le preoccupazioni riguardano la possibile riduzione della presenza bancaria sul territorio, la contrazione del credito a famiglie e imprese e la perdita dei centri decisionali. La Fisac teme inoltre una precarizzazione del lavoro, con il ricorso a contratti ibridi legati alle provvigioni e un progressivo indebolimento delle tutele previste dal contratto nazionale.

Particolarmente duro il giudizio sulla Fondazione Mps.  “Di questa scelta della Fondazione MPS diciamo che è sbagliata nel merito e nel metodo”, sostiene la Cgil, che definisce “oscene” le dichiarazioni di Coppini e auspica che vengano respinte in Deputazione. Secondo il sindacato, la Fondazione avrebbe deciso di orientarsi verso l’Opas senza un confronto con la città, nonostante il ruolo storico dell’ente nella tutela del legame tra la banca e Siena.

Sulla stessa linea la First Cisl, che esprime «profondo stupore e ferma contrarietà» per la posizione del presidente della Fondazione. Il sindacato parla di una «grave inversione di rotta» rispetto al mandato storico dell’ente e contesta che l’orientamento sia stato espresso senza il preventivo avallo formale degli organi collegiali.

“Riteniamo inaccettabile che la Fondazione abdichi al proprio ruolo di custode del patrimonio economico e sociale senese, cedendo a logiche opportunistiche di breve periodo”, dichiara la First Cisl. “L’operazione si prospetta in totale assenza di garanzie vincolanti a salvaguardia del marchio, della sede direzionale e, soprattutto, dei lavoratori”.

Per la Cisl, l’eventuale operazione potrebbe determinare uno smembramento funzionale del gruppo Mps, con la perdita del ruolo decisionale di Siena, ripercussioni sui dipendenti delle strutture centrali e delle filiali e un impoverimento del tessuto economico locale.

La First Cisl chiede quindi ai membri della Deputazione della Fondazione di respingere la proposta di adesione all’Opas nella riunione del 23 ottobre. Sollecita inoltre Comune di Siena, Provincia, Regione Toscana e gli altri enti nominanti a esercitare le proprie prerogative affinché le scelte della Fondazione rispecchino gli interessi del territorio.

“La tutela del Monte dei Paschi di Siena non è una mera operazione finanziaria, ma una questione di identità, dignità, coerenza e sopravvivenza economica per l’intera comunità”, afferma Riccardo Pucci, segretario generale della Cisl Siena. “Come organizzazione sindacale non tollereremo scelte che calpestino la storia, il lavoro e il futuro di questo territorio”.

Anche la Fisac Cgil chiama in causa direttamente il Governo, chiedendo chiarimenti sul progetto industriale e sulle garanzie per lavoratori e sistema del credito. “La politica che governa il Paese deve svegliarsi”, afferma il sindacato, che sollecita risposte concrete dalle aziende coinvolte nell’operazione.