Mps nel risiko bancario, il sindaco: “Siena non è una variabile indipendente. Rocca Salimbeni è nel futuro della città”

Condividi su

“Siena non può essere considerata una variabile indipendente” nel risiko bancario che coinvolge Monte dei Paschi. Lo sostiene il sindaco  Nicoletta Fabio secondo cui “ogni passaggio deve essere accompagnato da garanzie chiare e trasparenti sulla piena continuità della peculiare attività creditizia e della vocazione storica della banca”.

Il primo cittadino lo ha detto ricordando “il lavoro compiuto in questi anni, dal precedente cda e dall’amministratore Luigi Lovaglio, anche grazie all’azione del Governo Meloni”, che “ha contribuito a restituire solidità e prospettiva a Mps dopo una lunga stagione difficile”. “Radicamento territoriale, tutela del lavoro e identità della banca – conclude – devono restare punti fermi. Il Monte dei Paschi è parte della storia e del futuro di Siena: il Comune continuerà a seguire ogni sviluppo con senso istituzionale, rispetto dei ruoli, ma anche con assoluta fermezza”.

“Nel rispetto della piena autonomia degli istituti bancari coinvolti, esprimo preoccupazione ed auspico che ogni operazione considerata strategica continui a svolgersi nel pieno rispetto dell’integrità e del radicamento territoriale, della tutela dei dipendenti e della salvaguardia del marchio di Mps”, lo sottolinea la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti..

“I sacrifici fatti dai dipendenti negli anni del risanamento, iniziato nel 2022 con il governo Draghi, sono stati enormi e non possono essere vanificati oggi. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno sorretto l’istituto nei momenti più difficili della sua storia recente. Come ente territoriale di riferimento, nel ringraziare le lavoratrici e i lavoratori e confermando piena fiducia nel lavoro del management, monitoreremo con attenzione gli sviluppi futuri, perché la Banca possa continuare a mantenere qui il riferimento direzionale e quel valore sociale nel rapporto con le imprese locali, i risparmiatori e le famiglie, irrinunciabile dopo la conclusione del processo di ristrutturazione e risanamento. Si tratta dell’industria più grande della Toscana, e siamo pronti a rappresentare al Mef e agli enti regolatori il valore economico del territorio”.