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No delle province di Siena e Grosseto allo spostamento del capolinea dei bus a Firenze

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I presidenti della Provincia di Siena, Agnese Carletti e della Provincia di Grosseto, Francesco Limatola, esprimono una netta e ferma contrarietà alla proposta di riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico su gomma che prevede l’arretramento del capolinea delle linee 131 (ordinaria e rapida) e 50G da Santa Caterina a Vittorio Veneto a Firenze.

In una nota ufficiale inviata alla Regione Toscana, i due Presidenti sottolineano come tale scelta rappresenti un inaccettabile peggioramento dei livelli di servizio per due territori che, storicamente, soffrono di un cronico isolamento ferroviario.

“Dobbiamo essere chiari,” sottolineano Carletti e Limatola. “Per Siena e Grosseto, le linee bus verso Firenze non sono un semplice complemento, ma, ad oggi, l’unica reale alternativa a un sistema ferroviario che non ha mai beneficiato degli investimenti e della velocità garantiti ad altri territori toscani, nemmeno dopo la riprogrammazione del servizio ferroviario con il “Memorario”, escludendo le due province dai benefici che altri territori invece hanno registrato: intensificazione del servizio e treni veloci”.

“L’arretramento del capolinea allontana i cittadini dall’accesso diretto alla stazione di Santa Maria Novella, unico vero hub per l’Alta Velocità nazionale. E sostenere che la Tramvia risolva il problema è ignorare la realtà: nelle ore di punta i convogli sono già saturi. Chiedere ai nostri pendolari e ai turisti un ulteriore trasbordo significa aumentare i tempi di percorrenza e diminuire drasticamente il comfort di viaggio” aggiungono i due presidenti.

Le Province richiamano inoltre nella nota le definizioni dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART): l’autostazione di Santa Caterina è da considerarsi un bene indispensabile e non sostituibile nell’area di riferimento. Ogni valutazione sulla sua dismissione o sullo spostamento dei servizi deve tenere conto non solo degli interessi dell’attuale gestore, ma della programmazione futura e del diritto alla mobilità dei cittadini.

Per questi motivi, le Province di Siena e Grosseto chiedono alla Regione Toscana di fermare la procedura di alienazione dell’autostazione di Firenze, nodo cruciale anche per i flussi provenienti dal territorio senese e grossetano con la sospensione della procedura di modifica del servizio fino a quando non saranno garantite due condizioni imprescindibili: il potenziamento ferroviario con la realizzazione di opere che garantiscano a Siena e Grosseto standard prestazionali pari al resto della Toscana. Un capolinea idoneo con l’individuazione di un terminal che mantenga l’attuale qualità dell’attesa e l’accesso diretto a Santa Maria Novella senza aggravi per l’utenza.

“Non possiamo accettare che si consideri ‘marginale’ il rischio di perdere passeggeri”, concludono Carletti e Limatola. “Il nostro obiettivo deve essere spingere i cittadini verso il mezzo pubblico migliorando i servizi, non rendendoli più difficili e faticosi. La Toscana non può viaggiare a due velocità”.