Una passerella sospesa tra cipressi e palme, un ascensore per raggiungere le aiuole storiche e nuovi percorsi per permettere anche alle persone con difficoltà motorie di scoprire uno degli angoli più suggestivi di Siena. L’Orto Botanico dell’Università cambia volto e diventa più accessibile grazie a un investimento di oltre un milione di euro. È stato inaugurato oggi, martedì 20 ottobre, il nuovo sistema di collegamenti che punta ad abbattere le barriere architettoniche e a rendere il patrimonio botanico dell’Ateneo fruibile da un pubblico sempre più ampio.
L’intervento, finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza attraverso il Ministero della Cultura, ha comportato una spesa complessiva di 1.004.737,60 euro. Un progetto che non si limita a migliorare i collegamenti, ma ripensa l’accessibilità di un luogo caratterizzato da dislivelli, percorsi storici e un patrimonio naturalistico particolarmente delicato.
Il cuore della trasformazione è la nuova torre centrale dei collegamenti, raggiungibile attraverso una passerella sospesa che attraversa le chiome dei cipressi e delle palme, offrendo una vista panoramica sulla vallata e sulle collezioni botaniche.
All’interno della torre è stato installato un ascensore che permette di raggiungere la cosiddetta Scuola Nannizzi, dove si trovano le aiuole storiche, l’antica limonaia, i nuovi servizi igienici accessibili e una piccola aula didattica ricavata nella palazzina esistente.
Da qui è possibile scendere alla quota intermedia dell’Orto, dove si concentrano alcune delle collezioni più ricche, tra la vasca e la serra antica.
Un cambiamento significativo per le persone con mobilità ridotta, che fino a oggi incontravano difficoltà nell’attraversare alcune zone a causa delle pendenze e della vecchia pavimentazione in graniglia sciolta.
I nuovi camminamenti e le rampe seguono l’andamento naturale del terreno, riducendo gli ostacoli e consentendo una visita più autonoma e sicura.
I lavori hanno interessato anche l’ingresso di via Mattioli 4, dove sono state restaurate le colonne e i capitelli ed è stata installata una nuova cancellata. Prevista inoltre la realizzazione di posti auto riservati alle persone con disabilità.
Il progetto comprende nuove aiuole, destinate ad arricchire ulteriormente il patrimonio vegetale, e un sistema di illuminazione che valorizza i percorsi e adegua le vie di fuga agli standard di sicurezza.
Particolare attenzione è stata riservata all’inserimento delle nuove strutture nel contesto storico e paesaggistico. Le soluzioni architettoniche, condivise con la Soprintendenza e con l’Accademia dei Fisiocritici, utilizzano materiali e colori che richiamano quelli della terra e della vegetazione.
L’obiettivo è stato quello di rendere l’Orto più accessibile senza alterarne l’identità.
Una sfida affrontata dall’architetto Paolo Chiantini, che ha progettato gli interventi cercando un equilibrio tra le nuove esigenze di fruizione e la tutela di un patrimonio monumentale e naturalistico.
Anche la sostenibilità ambientale ha avuto un ruolo centrale: i lavori sono stati eseguiti nel rispetto dei criteri ambientali minimi, con particolare attenzione alla salvaguardia delle alberature storiche e della biodiversità.
All’inaugurazione hanno partecipato il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra, la direttrice generale Beatrice Sassi, il responsabile della Divisione tecnica di Ateneo Massimiliano Pagni e l’architetto Paolo Chiantini.
Presenti anche la prorettrice vicaria e delegata al PNRR Donata Medaglini, la direttrice dell’Orto Botanico Ilaria Bonini, la direttrice del Dipartimento di Scienze della Vita Lucia Morbidelli e il presidente dell’Accademia dei Fisiocritici Giuseppe Manganelli.
La cerimonia si è conclusa con una visita lungo i nuovi itinerari, che ha permesso di mostrare concretamente le soluzioni realizzate.
L’intervento rientra nel Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche dell’Università di Siena, che punta a rendere più inclusivi gli spazi dedicati alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione scientifica.
Un investimento che restituisce a tutti la possibilità di esplorare un patrimonio naturale nel cuore della città, superando ostacoli che per anni ne hanno limitato l’accessibilità.