PayCare, tre mesi per salvare 35 posti. I lavoratori: “Non servono più promesse, bisogna agire”
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Per 35 famiglie senesi il tempo ha iniziato a correre all’indietro. Mancano tre mesi alla fine della cassa integrazione straordinaria e i lavoratori di PayCare tornano a chiedere risposte alle istituzioni: un incontro urgente e un percorso concreto che permetta di costruire una prospettiva occupazionale prima della scadenza degli ammortizzatori sociali.
L’appello è rivolto al Comune di Siena, alla Regione Toscana e a tutte le istituzioni del territorio. “A tre mesi dalla fine non servono più promesse, ma lavoro”, scrivono i lavoratori, chiedendo che la vertenza torni al centro dell’attenzione.
Il nodo riguarda il futuro di 35 lavoratrici e lavoratori che, secondo quanto riportato nella lettera, tra tre mesi vedranno terminare la cassa integrazione straordinaria. Senza una soluzione, sottolineano, rischiano di trovarsi “senza lavoro e senza una prospettiva”.
L’appello arriva mentre il territorio senese è attraversato da altre importanti vertenze economiche e occupazionali. “A Siena si parla giustamente delle grandi vertenze, di Monte dei Paschi, di Beko e delle altre crisi industriali. Ma mentre tutti parlano, ci siamo anche noi. Ci sono 35 famiglie che aspettano risposte”.
Da qui la richiesta di convocare immediatamente un tavolo che coinvolga Comune, Regione Toscana, organizzazioni sindacali e tutti i soggetti in grado di contribuire alla ricerca di una soluzione.
“Non chiediamo semplicemente solidarietà”, precisano i lavoratori. La richiesta è quella di costruire “un percorso istituzionale preciso, con obiettivi, responsabilità e tempi definiti”, in modo da utilizzare i prossimi tre mesi per individuare una concreta prospettiva occupazionale.
La scadenza degli ammortizzatori diventa quindi il limite temporale entro il quale trovare un’alternativa. “Il tempo sta finendo e non possiamo permetterci di arrivare alla scadenza degli ammortizzatori sociali senza aver costruito un’alternativa”.
I lavoratori chiedono così che alle dichiarazioni sul valore del lavoro seguano iniziative concrete: “A Siena si parla tanto di lavoro e di sviluppo. Adesso è il momento di dimostrarlo con i fatti”.
E la mobilitazione potrebbe presto spostarsi nel cuore della città. Nelle prossime settimane non viene esclusa l’organizzazione di un’iniziativa nel centro di Siena, con l’obiettivo di riportare la vertenza PayCare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Il messaggio conclusivo della lettera sintetizza il senso dell’appello: “35 famiglie non possono diventare 35 numeri. PayCare non deve essere dimenticata. Nessuno deve essere lasciato indietro”.