Sanità toscana, Monni sulle case di comunità: “In provincia apriranno entro giugno”
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Il via libera del ministero al bilancio sanitario 2025 della Toscana, la carenza di infermieri e operatori sanitari, le nuove case di comunità del PNRR e l’impegno degli ospedali toscani nell’accoglienza dei bambini feriti provenienti da Gaza. A margine dell’inaugurazione della nuova “Galleria Le Scotte”, l’assessore regionale al diritto alla salute Monia Monni ha affrontato alcuni dei principali temi che riguardano il sistema sanitario toscano.
“Buone notizie arrivate ieri sera tardi per quanto riguarda il bilancio della sanità della nostra regione – ha spiegato Monni –. Eravamo assolutamente tranquilli, l’interlocuzione con il tavolo adempimenti del Governo è stata densa e fitta, però adesso abbiamo la certificazione che il bilancio 2025 è ufficialmente chiuso e approvato anche dal ministero”.
L’assessore ha poi affrontato il tema della carenza di personale sanitario, dopo le recenti prese di posizione sindacali sul sotto-organico negli ospedali toscani. “C’è un doppio problema – ha detto –. Il primo è una carenza vocazionale: ci sono poche ragazze e ragazzi che scelgono la carriera sanitaria. I numeri ci dicono che questa tendenza si sta invertendo, ma la formazione è lunga e servirà tempo. Poi c’è la fuga verso il privato, soprattutto da parte degli infermieri, perché il privato riesce a pagare meglio di quanto paga il pubblico”.
Secondo Monni, il nodo riguarda soprattutto il riconoscimento economico e professionale di figure sempre più centrali nel sistema sanitario. “Un infermiere, per le competenze che esprime e per il lavoro che fa, è oggettivamente pagato troppo poco”.
Spazio anche alla sanità territoriale e alle nuove Case di Comunità previste dal PNRR. “Apriremo le altre Case della Comunità finanziate dal PNRR entro il mese di giugno – ha annunciato – perché questa è la tempistica imposta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. È una corsa contro il tempo, perché i tempi dell’amministrazione pubblica non sono esattamente quelli del PNRR”.
L’assessora ha sottolineato però che la vera sfida sarà il personale: “Apriremo le strutture stando nella fascia più bassa dei requisiti previsti, per poi implementarle progressivamente. Sarà un lavoro costruito insieme ai territori e ai medici di medicina generale, quasi come un abito sartoriale cucito sui bisogni di ciascuna comunità”.
Infine il riferimento alla missione umanitaria che vede coinvolte anche le Scotte nell’accoglienza dei bambini provenienti da Gaza. “Questo ospedale ha dato un contributo molto importante all’accoglienza e alla cura dei bambini e delle bambine che evacuiamo periodicamente da Gaza”, ha ricordato Monni, spiegando di aver partecipato personalmente a due missioni Medevac, le evacuazioni sanitarie coordinate a livello internazionale.
“Sono operazioni molto complesse anche dal punto di vista emotivo – ha detto –. Portiamo via circa venti bambini ogni volta, spesso con ferite di guerra o malattie tumorali, insieme alle loro famiglie. Quando li preleviamo hanno spesso solo un sacchetto di plastica con poche cose dentro”.
Monni ha quindi ringraziato gli ospedali toscani coinvolti nell’accoglienza – Le Scotte, il Meyer e la Fondazione Monasterio – oltre al mondo del volontariato: “C’è un grande percorso di presa in carico che va oltre la cura medica. È un’accoglienza bella e difficile”.