L’USB ha proclamato uno sciopero generale per il 18 maggio raccogliendo l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla dopo il sequestro di alcuni attivisti internazionali impegnati nella missione diretta verso Gaza. Nel documento il sindacato collega guerra, riarmo e crisi sociale, accusando Israele, Stati Uniti, Governo italiano, Unione Europea e NATO di sostenere “un’economia di guerra” che, secondo USB, sottrae risorse a salari, sanità, scuola e welfare. Lo sciopero viene presentato come una mobilitazione contro il conflitto in Palestina, il riarmo e le conseguenze economiche e sociali della guerra sul mondo del lavoro. E riguarderà tutte le categorie pubbliche e private. L’astensione collettiva dal lavoro è indetta per l’intera giornata e potranno pertanto verificarsi disagi alle attività svolte sul territorio.
Sei Toscana in una nota comunica “che saranno comunque garantiti tutti i servizi minimi previsti dalla legge 146 del 1990 e successive modifiche e dall’accordo nazionale di settore dell’1 marzo 2001”.
“Possibili disagi per gli utenti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte, nella giornata di lunedì 18 maggio, a causa dello sciopero generale di tutto il personale indetto da USI. Lo sciopero potrebbe comportare alcune variazioni nel normale svolgimento delle attività e dei servizi al pubblico, in relazione all’adesione o meno dei dipendenti”, lo ricorda l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese che in comunicato “si scusa per gli eventuali disservizi causati, non imputabili alla volontà dell’azienda stessa. Saranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali, quali l’assistenza di urgenza e il supporto attivo alle prestazioni specialistiche, diagnostiche e di laboratorio, compresi i servizi trasfusionali”.