Siena-Montedoglio, la sfida di AdF: “Dobbiamo collegare la città con l’invaso”

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Dopo il Vivo e il Luco, sulla strada dell’acqua di Siena potrebbe entrare Montedoglio. È questa una delle prospettive indicate dal presidente di Acquedotto del Fiora Roberto Renai durante le celebrazioni per i cento anni del serbatoio di Vico Alto: lavorare nei prossimi anni al collegamento tra la città e l’invaso, rafforzando ulteriormente un sistema di approvvigionamento che oggi può già contare su due fonti.

“Siena ha già un approvvigionamento duale, con i pozzi del Luco e il Vivo – spiega Renai –. Questo è molto importante perché, laddove una risorsa dovesse trovarsi in difficoltà, la città potrebbe essere alimentata attraverso l’altra. Ma il tema che abbiamo davanti è riuscire a collegare Siena con Montedoglio”.

Una prospettiva che guarda soprattutto alla sicurezza idrica dei prossimi anni. “Dovremo essere impegnati per portare Montedoglio fino alla città e al serbatoio di Vico Alto. È una prospettiva importante”, sottolinea il presidente di AdF.

Non c’è però soltanto la ricerca di nuove possibilità di approvvigionamento. Nel futuro immaginato dal gestore entra anche la “seconda vita” dell’acqua, attraverso il riuso della risorsa e la depurazione.

“Un’altra prospettiva è iniziare a pensare alle reti duali e alla seconda vita dell’acqua – prosegue Renai –. Ci sono i temi del riuso e della depurazione e abbiamo molte idee da questo punto di vista”.

Il tutto mentre Vico Alto celebra un secolo di attività. Un anniversario che, nelle parole del presidente, diventa anche un modello per ciò che dovrà essere costruito domani: infrastrutture pensate non soltanto per rispondere alle necessità immediate, ma per attraversare le generazioni.

“Dal passato prendiamo soprattutto un insegnamento: le cose vanno fatte bene, vanno fatte con cura e vanno fatte perché durino. Credo che questi siano i tre punti più importanti che ci consegna questa bellissima struttura”.