Oggi, 10 agosto è il compleanno di Rosanna Bonelli. Ha vinto il Palio con la sua Aquila a luglio e tra le foto “rubate” la più giusta è quella in cui è lei a fare l’autografo al Tittia. Lui sarà il fantino del momento, lei è la fantina della storia. Nel mezzo ci sta tutto.
Lei, Rosanna Bonelli, è una stella che brilla nella storia del Palio e di Siena. Figlia di Luigi Bonelli è pittrice, musicista, cavallerizza, donna eclettica, talentuosa, forte, speciale. Studia a Firenze e a Venezia, dove frequenta i conservatori musicali ed inizia a comporre musiche per bambini, mentre con il teatro della Fiaba ottiene diversi successi come compositrice e come direttrice d’orchestra.
Dipinge con maestria: fa numerose mostre e i contradaioli fanno a gara per avere uno dei suoi fazzoletti dipinti a mano, siglati con la sua firma, una testa di cavallo. Perché il cavallo sarà la vera passione della sua vita. Frequenta la scuola di equitazione di Firenze, prende parte a numerosi concorsi ippici ed è una delle poche donne in Italia a correre negli ippodromi.
E eccoci alla famigerata estate del 1957. Rosanna è a Merano per disputare il Cross Country e quando torna a Siena per il Palio di luglio stanno girando, appunto, “La ragazza del Palio” con Vittorio Gassman e la prosperosa e bionda americana Diana Dors. Nell’Entrone ci sono i fantini scritturati dalla produzione del film e Rosanna d’accordo con Ganascia riesce, con uno stratagemma, a montare a cavallo e a fare due giri di Piazza. Il caso vuole che la controfigura della Dors cada e si faccia male, così Rosanna ottiene la parte.
Ma l’idea fissa di Rosanna è correre il Palio vero, così prova a chiedere a suo zio Umberto Bonelli, capitano della Selva, di poter montare, ma trova un netto rifiuto (lo zio teme anche per la sua incolumità, non solo per strategia paliesca: ha promesso al padre Luigi, suo fratello ormai scomparso, di prendersi cura delle figlie) e così correrà il Palio dell’Assunta del 1957 per la Nobile Contrada dell’Aquila l’unico Capitano con il quale non aveva parlato (o con il quale la produzione del film fu più “convincente”). Vince due prove ma durante la Carriera cade. La sua storia fa il giro del mondo: “La Domenica del Corriere” le dedica una delle sue famose vignette e i giornali di tutto il mondo (anche il Daily American) parlano di questa “impresa”.
Nel 1963 sposa il Generale di Cavalleria Giulio Cesare Flamini (solo dopo che ottenne i gradi però: lui ci aveva provato anni prima a chiederla in moglie, ma lei gli disse che ne avrebbero parlato quando sarebbe diventato generale. Così fu, anche se Rosanna ha sempre detto maliziosa: ma negli anni ci siamo visti, eh…) e ha due figli: Francesco Flamini e Chiara Flamini Bonelli (artista talentuosa lei stessa).
Tra i moltissimi riconoscimenti Rosanna figura nel Dizionario delle “Grandi figure femminili italiane” pubblicato da Historia, del febbraio 1971, e nell’Agosto del 1999 il Comune di Siena le assegna la “Medaglia d’Oro” di civico riconoscimento”. Nel 2016 dona il Masgalano realizzato dalla figlia, l’artista Chiara Flamini Bonelli. Quindi auguri Rosanna a te che, come dico sempre, sei il mio mito personale, esempio di forza, tenacia, disponibilità, con un sorriso per tutti e portatrice dei ricordi e dei valori della Siena e di un modo di fare e vivere il Palio che furono. Auguri con tutto il bene e la stima che ho per te in questo anno speciale, dopo la vittoria dell’Aquila che ti stai godendo appieno e col sorriso, così come hai fatto per tutta la vita. Chapeau
Maura Martellucci