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A Palazzo delle Papesse il Rinascimento è di casa: gli arredi raccontano la vita quotidiana dei nobili senesi in una mostra unica

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Il Rinascimento è di casa  a palazzo delle Papesse: non si può concepire diversamente la nuova mostra prodotta da Opera Laboratori con Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti e che trova il senso nel nome stesso, “Abitare il Rinascimento” appunto. Una storia che si racconta dall’interno, dai piccoli gesti quotidiani, dalle abitudini, dai vizi e dalle virtù dei nobili dell’epoca: una mostra che non contempla i luoghi ma gli oggetti di uso comune che insieme creano una narrativa fluida, affascinante, viziosa a volte, necessaria. Una mostra pressoché unica nel suo genere perché non si è abituati a svelare l’intimità in un percorso espositivo, piuttosto (si pensi alle più famose opere del Botticelli agli Uffizi) diventano celeberrime immagini in altrettanto celebri musei visitati da migliaia di persone ogni giorno.

Non una semplice mostra, dunque ma un salto dentro le stanze private della Siena del Rinascimento. A Palazzo delle Papesse tornano a vivere letti monumentali, cassoni nuziali, spalliere dipinte, tessuti, stemmi e arredi che per secoli hanno raccontato potere, matrimoni, alleanze familiari e visioni del mondo. Da domani, 22 maggio il palazzo rinascimentale di via di Città ospita “Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera”, un grande progetto espositivo che riporta le opere fuori dalla logica del museo tradizionale per restituirle alla loro funzione originaria: abitare gli spazi della vita quotidiana.

Vari Dipinti

Un’esperienza immersiva reale e non virtuale dove l’arte vive e insegna che non è e non è mai stata soltanto decorazione, ma linguaggio sociale, politico ed educativo.

La mostra è curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna e riunisce oltre ottanta opere provenienti da importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui la Pinacoteca Nazionale di Siena, il Museo del Bargello, il Museo Stibbert, il Museo Diocesano di Pienza e il Musée du Petit Palais di Avignone, oltre a collezioni private.

Il percorso prende forma all’interno del Palazzo delle Papesse, storica residenza rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini, sorella di papa Pio II. E proprio il rapporto tra contenitore e contenuto diventa uno degli elementi centrali dell’esposizione. “Dopo una serie di mostre dedicate all’arte contemporanea, Palazzo delle Papesse si apre ora all’arte antica. Non si tratta di una deviazione temporanea, ma di un autentico ritorno alle origini”, ha spiegato Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori. “L’architettura rinascimentale e la storia stessa del palazzo offrono infatti un contesto ideale per accogliere opere in dialogo con gli ambienti che le ospitano”.

Tra i protagonisti dell’esposizione ci sono artisti fondamentali della scuola senese come Francesco di Giorgio Martini, Domenico Beccafumi, Bernardino Fungai, Girolamo del Pacchia e Andrea Piccinelli detto il Brescianino. Ma il cuore del progetto è soprattutto il modo in cui questi oggetti vengono riletti. Cassoni, testiere e spalliere non erano semplici mobili: raccontavano storie tratte dalla Bibbia, dal mondo classico o dalla letteratura antica e servivano a trasmettere valori morali, fedeltà coniugale e modelli di comportamento, soprattutto alle giovani donne.

“In questa prospettiva abitare il Rinascimento non allude soltanto alla dimensione della casa – spiega la curatrice Marilena Caciorgna – ma anche ai messaggi sottintesi, ai valori morali ed etici, alle idee politiche e filosofiche che questi arredi trasmettevano”.

La mostra punta inoltre a restituire dignità a un patrimonio spesso disperso o decontestualizzato. Molti di questi arredi, oggi conservati nei musei come singole opere pittoriche, erano infatti parti integranti degli ambienti domestici. Attraverso ricostruzioni, tessuti, installazioni e supporti multimediali, il visitatore potrà quindi ritrovare l’atmosfera originaria delle stanze rinascimentali.

In occasione dell’esposizione sono stati realizzati anche importanti restauri finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Mps. “La mostra rappresenta un progetto di significativa rilevanza scientifica e divulgativa – ha sottolineato il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena Riccardo Coppini – capace di restituire una lettura approfondita della produzione artistica domestica senese tra XV e XVI secolo”.

“Abitare il Rinascimento” sarà visitabile fino al 1 novembre tutti i giorni dalle 10 alle 19, con apertura serale il giovedì fino alle 21.30.

Katiuscia Vaselli