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“Banche e imprese, serve una saldatura”: la Confindustria si confronta con il credito cooperativo

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Non più solo prestiti, ma partner delle imprese: è il messaggio che arriva dall’incontro promosso da Confindustria Toscana Sud nella sede di Siena, dove il credito cooperativo – con Banca Centro ed Iccrea protagoniste –  si è confrontato con il mondo produttivo sul proprio ruolo nello sviluppo economico del territorio.

Al centro del dibattito, il rapporto tra banche e imprese, sempre più orientato alla collaborazione e alla condivisione delle strategie. “Da sempre siamo vicini al nostro territorio con le nostre iniziative e con la nostra banca – è stato sottolineato dal vice presidente di Banca Centro Florio Faccendi–. Oggi, grazie anche al gruppo bancario di cui facciamo parte, possiamo offrire a soci, clienti e imprese tutte le professionalità necessarie per sostenere lo sviluppo delle economie locali”.

Un’evoluzione che riguarda anche l’organizzazione interna degli istituti. “Abbiamo strutture dedicate, come la divisione corporate, che attraverso la rete delle filiali dialoga direttamente con industriali e artigiani, offrendo strumenti e servizi adeguati alle loro esigenze”, ricorda Faccendi.

Ma il cambiamento più rilevante è culturale: “La banca non è più solo uno strumento tecnico a cui rivolgersi per ottenere un finanziamento o depositare risorse. Oggi deve essere un vero player, un partner dell’impresa”, dice il presidente della delegazione senese degli industriali Marco Busini.

Un concetto sintetizzato con un’immagine efficace: “Parliamo di “saldatura”: il rapporto tra banca e impresa non può essere separato, deve essere continuo e integrato”, aggiunge.

Una collaborazione che diventa ancora più centrale in una fase complessa, segnata da tensioni internazionali e incertezze economiche. “Chi fa banca deve conoscere le dinamiche delle imprese e chi fa impresa deve comprendere le esigenze del sistema creditizio. È un rapporto di partenariato sempre più stretto”, dice ancora Busini

Nel territorio della Toscana Sud – tra Siena, Arezzo e Grosseto – questo modello si traduce in una presenza capillare e radicata. “Abbiamo strutture diffuse e vicine alle aziende, proprio perché riteniamo strategico questo legame. Oggi chi fa impresa ha bisogno di partner, non di semplici fornitori”, conclude Busini.